Il manuale del bravo genitore

Il manuale del bravo genitore

Il manuale del bravo genitore

 Antonio Riccio

Il manuale
del bravo genitore
Prima edizione: Ottobre 2021

















Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta con sistemi elettronici, meccanici o altro senza l'autorizzazione scritta dell’editore.

©  2021 Antonio Riccio Sommario
LIVELLO 1    
Nessuno è nato scienziato    
L’importanza dei sogni    
La differenza sta nelle piccole cose    
La paura di sbagliare    
Non si smette mai di imparare    
La scuola    
L’aggiornamento L2    
LIVELLO 2    
Le storie    
Come raccontare una storia    
I giochi    
I compagni di gioco    
Le Vacanze    
Gli universi paralleli    
La teoria del multiverso terreno    
Il segreto che c’è dietro alle vacanze    
Level Up L3    
Alky    
I ragazzi    
Post scriptum    

Fin dall’inizio dei tempi, l’essere umano ha sempre avuto la necessità di tramandare la propria conoscenza al prossimo. Tale conoscenza ha reso possibile l’evoluzione della nostra specie, ed è qui che entrano in gioco i manuali, l’unica nostra invenzione capace di tramandare qualcosa a qualcuno in maniera estremamente dettagliata. Grazie ad essi gli esseri umani si sono potuti evolvere molto velocemente, ma evolversi è un'operazione estremamente complicata, perciò ogni nuova creazione richiede un manuale che spieghi com’è stato realizzato un dispositivo e il suo relativo funzionamento.
Ogni scoperta, di qualunque tipo essa sia, ha bisogno di una documentazione dettagliata che contenga tutte le informazioni che hanno portato a quei risultati, i relativi calcoli, le considerazioni e i test fatti fino a quel momento. Fortunatamente l’essere umano lo sa e col tempo sono stati scritti numerosi manuali, siamo pieni di manuali quindi; perché non fare anche un manuale su come fare il genitore?




LIVELLO 1

 
Nessuno è nato scienziato
 
 
Tutti, ma proprio tutti nasciamo con pochissime informazioni e l’unica cosa che ci accomuna è la voglia di imparare, non importa che età si ha, in che paese si viva o da quale cultura proveniamo.
Il mondo è un posto vastissimo pieno di luoghi da visitare, persone da conoscere, cose da fare, abbiamo una grande varietà di scelte, così tante che non sappiamo da dove iniziare, ed i bambini questo lo sanno. Viviamo in un mondo dove possiamo avere tutto in pochissimo tempo, un'informazione, un prodotto, un telefono. Questo stile di vita ci ha reso veloci, riusciamo a fare ed assimilare qualunque cosa in pochissimo tempo e come se questo non bastasse, i vari canoni sociali che sono stati stabiliti nel tempo ci hanno permesso di capire, fin da bambini, come comportarci in determinate situazioni o come rapportarsi ad una determinata persona. Così facendo, bambini, ragazzi, adulti, anziani hanno iniziato a dire e fare le stesse cose, dando per scontato che questi comportamenti siano esatti.
Il fatto che più persone si comportino in un certo modo, rende quel modo di comportarsi corretto agli occhi della società, ma non per forza valido agli occhi di chi lo vive.

Ma cosa succede quando non si sa che comportamento assumere davanti a una nuova situazione  ?

I bambini amano andare all’avventura perché vogliono scoprire sempre cose nuove. Hanno una gran voglia di imparare, perciò approcciano alle nuova situazione con curiosità, fascino, talvolta anche con paura ma mai con pregiudizio. Lo stesso evento può essere vissuto in modo diverso da persone diverse e questo dipende da innumerevoli fattori che condizionano l’esperienza vissuta, per questo i bambini sono avvantaggiati; loro non sanno cosa sia il pregiudizio, loro non hanno la minima idea di cosa gli aspetta e l’unica cosa che possono fare per imparare è vivere quell’esperienza nella maniera più pura possibile ma ciò non dura molto.
  Crescendo si cambia, quando si è adolescenti si smette di vivere e si inizia a pensare che basti solo vedere o sentire qualcosa per dire di averla vissuta ma non è così; vedere Narcos non ti rende un boss del narcotraffico come Pablo e aver sentito in giro cosa si prova a fumare non ti rende un esperto fumatore, ma poi si cresce ancora e si diventa adulti…
Loro hanno visto e fatto molte cose, per questo motivo smettono di andare all'avventura, credono di sapere tutto e che il mondo non abbia più cose da offrirgli perché già hanno avuto tanto in passato, ma ciò non è vero. Il mondo è in continuo cambiamento, ogni giorno ce qualcosa di nuovo da fare, da vedere, da imparare, il lavoro e i vari impegni che si hanno quando si è adulti impediscono di vivere la vita come quando si era più giovani, è vero; ma questo non significa che si deve smettere di usare il cervello.
Una volta raggiunta una certa età è difficile cambiare idea su qualcosa, si rimane fermi sui propri pareri, pronti a negare anche l’ovvio pur di non ammettere a se stessi di avere torto; e più si va avanti con l’età, più si peggiora ed ahimè, una volta giunta la vecchiaia, si smette completamente di usare il cervello.

Quante volte vi è capitato di non contraddire una persona anziana su un determinato argomento, solo perché aveva una certa età ?

Provare a spiegargli che la loro idea è errata, raccontargli il proprio punto di vista su un determinato argomento o il perché ha torto non serve a molto, ormai quella persona è succube delle sue idee, non vuole né cambiare né imparare qualcosa di nuovo, più si cresce è più mettersi in gioco diventa qualcosa di impossibile.
Quando si è giovani si cambia in continuazione, cambiano le amicizie, cambiano i posti che si frequentano, cambiano gli amori ma quando si diventa adulti è difficile cambiare perché le persone si aspettano un certo comportamento da te, un preciso modo di fare, si raggiunge una certa stabilità.    
Arriva il lavoro, la famiglia, i figli con tutti i relativi impegni e si cerca di trovare un equilibrio e la massima aspirazione a cui si ambisce equivale a tornare a casa la sera per potersi coricare nel letto dopo una lunga giornata di lavoro e dormire sonni profondi, in attesa che la notte passi e sopraggiunga un nuovo giorno.
Arrivati a quel punto della vita il tempo e lo spazio diventano relativi, la vita che ti sei creato diventa una bolla che ti imprigiona, basterebbe un nulla per farla scoppiare e liberarti ma la libertà vuol dire cambiamento, vuol dire cambiare gli equilibri che sono stati creati sino a quel momento e questo porta le persone a respingere qualunque evento potenzialmente “pericoloso” che li costringerebbe ad un cambiamento.
Diciamo la verità, è veramente così difficile ammettere che non si sa fare una cosa? o ancora peggio; è così difficile ammettere che fino ad ora, quell’idea, quel modo di fare che abbiamo sempre usato è errato?

Il fatto che nessuno ci abbia fatto notare l’errore, fino a quel momento, non rende l’errore una sottospecie di dogma intoccabile ed esatto in maniera imprescindibile. Per quanto ci sembri strano, c'è sempre tempo per imparare cose nuove.
Non esistono scuole che ti insegnano come essere un bravo insegnante, un bravo amico, un bravo fidanzato o fidanzata e lo stesso vale per quando si cresce e si diventa genitori o nonni, non esiste un manuale che ti spieghi come fare bene queste cose e le voci di corridoio ne sono fin troppe per poter decidere da dove prendere ispirazione, la cosa più saggia da fare è scegliere la propria strada, capire da solo come fare cosa, andando a tentativi, sperimentando, testando cosa sia giusto fare e cosa no; il segreto è non avere paura di sbagliare perché tutti sbagliamo, e non c'è nulla di male nel farlo, l’importante è imparare dai propri errori, capire come rimediare ad essi e non ripeterli nuovamente.





L’importanza dei sogni
Si dice in giro che i bambini riescono a sentire i suoni e a capirli già quando sono nella pancia della madre e questo in parte è vero. Il nostro cervello è stato creato per assimilare un ingente quantità di informazioni, ma a lui non dispiace adempiere a questo gravoso compito anzi; si diverte a farlo.
Comincia a lavorare già da piccolo, precisamente inizia dal settimo mese di gravidanza e finisce solo quando il corpo si ferma definitivamente. Ed anche mentre il corpo sta morendo il cervello sta lì, impassibile come al suo solito, lui continua ad assimilare informazioni, tutto si sta fermando lentamente, il respiro si fa affannoso, il cuore rallenta pompando sempre meno sangue. Si inizia a perdere la lucidità ma lui niente, non ce la fa a smettere di lavorare, è più forte di lui, è una necessità a cui non si può sotrarre. Ed eccolo li, pronto sui blocchi di partenza, splendido come sempre. Il silenzio, l’attesa e poi lo sparo, BAM… ecco che il cervello inizia a capire cosa sta succedendo, prova a risolvere il problema ma non sa nemmeno da dove iniziare, cosa fare o come gestire il tutto. Si trova in una situazione nuova, anzi, nuovissima, ma non ha paura di affrontarla. Anche in quel caso, quando ci troviamo ad un passo dalla fine di tutto, iniziamo a sperimentare e ad imparare come “scappare” dalla morte e ci ritroviamo al punto di partenza senza nemmeno accorgercene, tutto quello che abbiamo fatto fino a quel momento non conta più nulla, torniamo ad essere dei bambini incapaci di parlare, di sentire o di muoverci.
La noradrenalina e altre sostanze vengono prodotte in grandi quantità, permettendo alla mente di entrare in un insolito flow, molto simile a quello che si aveva durante l’infanzia.
L’infanzia... è un periodo della vita estremamente delicato. I bambini non hanno la minima idea di cosa ci sia oltre la porta di casa, la loro conoscenza si basa su quello che hanno visto e sentito in TV, per radio, a scuola dai vari parenti o dai propri genitori. Il loro modo di fare ed il loro carattere è basato esclusivamente su ciò che li ha affascinati di più, un personaggio di un cartone, uno youtuber o anche qualcuno di famiglia, uno zio, un nonno, un cugino, ed è qui che inizia il lavoro di un genitore.
Uno dei compiti più importanti di un genitore è quello di dare al bambino i giusti input.
Molti genitori, per rilassarsi e stare tranquilli per un po’, mettono il loro figli davanti alla TV, ad un telefono o a qualunque altro dispositivo elettronico capace di far stare i loro figli fermi, immobili ed in silenzio per svariate ore, e questo non è il massimo.
Da un lato il cervello si allena andando ad elaborare e assimilare un’innumerevole quantità di informazioni, e questo è un bene; ma ciò che nessuno nota è la qualità di tale informazioni.
Ogni giorno siamo sovraccaricati di informazioni a causa dei sociali e dei vari media, ma questo non è un problema per un adulto o per un ragazzo ma per un bambino la situazione è diversa, ciò che si impara quando si è piccoli funge da base per lo sviluppo del carattere, del comportamento, dei sogni.

Quanto sono importanti i sogni di un bambino? ...


Pensiamo ad esempio a Nelson Mandela.
Tutti sappiamo che è stato grazie a lui, alla sua tenacia, ai suoi sogni e ai suoi ideali che oggi le differenze sociali e le discriminazioni tra persone abbronzate e non, sta andando mano mano ad assottigliarsi, con la speranza che un giorno scomparirà completamente; ma quanti di loro sanno il perché Mandela bambino e diventato il Mandela che conosciamo oggi?

Nelson Mandela, da bambino, ha frequentato le scuole missionarie. In questi istituti è presente un clima completamente diverso dalle scuole governative o statali; la tutti si rispettano, l’aria che si respira è qualcosa di magico, sembra di stare a casa, edpace il rapporto che c'è tra i professori e gli alunni è lo stesso rapporto che si potrebbe avere da parte di un genitore nei confronti di un figlio o un nonno nei confronti del nipote, la religione e la preghiera sono estremamente importanti e la tradizione viene prima di tutto.
Nel caso di Nelson Mandela, questo tipo di scuola gli ha permesso di capire cosa sia la vera pace, quella data dalla giustizia e dall’uguaglianza, ma non è stato questo che ha fatto nascere in lui quella voglia di rendere il mondo un posto migliore.
Lui ha iniziato a sognare di essere una leggenda, un eroe, grazie alle storie che gli raccontavano da bambino. La sera, dopo una giornata passata a studiare, a giocare o a badare alle pecore e ai vitelli, era consuetudine che gli abitanti del villaggio, assieme ai bambini si riunissero per chiacchierare.
Durante queste serate, per intrattenere i bambini le donne del villaggio, compresa Nonqaphi Nosekeni, la mamma di Nelson Mandela, iniziavano a raccontare storie che narravano le gesta di grandi eroi che hanno dedicato e, in alcuni casi, sacrificato la loro vita per il proprio popolo e per la libertà.
Furono proprio questi racconti, uniti agli insegnamenti dati dalla scuola, che fecero scattare qualcosa in Nelson Mandela.
Lui voleva essere come quegli eroi, forte, coraggioso, impavido, intelligente; e fu in quel momento che decise di dedicare la propria vita alla lotta per la pace, l’uguaglianza e la libertà di coloro che venivano ingiustamente maltrattati, violentati o condannati a morte.
Fu proprio questo sogno; questo semplicissimo sogno nato da un bambino qualsiasi, in un villaggio qualsiasi che ha permesso di cambiare il mondo e di renderlo come noi lo conosciamo oggi.
E questa, è solo la storia di uno dei tanti bambini che hanno inseguito il loro sogno d’infanzia, riuscendo così a rimanere impressi nella storia quindi…

Chi dice che un domani vostro figlio non potrebbe essere uno di loro ?

Sottovalutare un bambino perché tale, non è mai una buona scelta. I bambini non rimangono tali per sempre, hanno un tempo limitato, ed una volta che questo è scaduto arriva il momento di crescere e di diventare adulti, perciò ricordate:  
“Dietro ad un grande uomo c'è sempre un piccolo bambino con dei grandi sogni”.
Tutto sta nel modo in cui i vostri bambini vivono la loro infanzia, per questo motivo è importante trascorrere del tempo con loro; posso capire che siate stanchi dopo una giornata di lavoro o che non sappiate cosa fargli fare, ma il loro futuro dipende da voi. I genitori sono gli unici che possono indirizzare i propri figli sulla giusta strada, se li lasciate davanti alla TV o al telefono tutta la giornata 7 giorni su 7, non lamentatevi se qualcosa del loro carattere non vi piace, se voi non gli date una strada da seguire saranno loro a crearne una, a patto che ci riescano, e seguiranno quella, che a voi vi piaccia o no.

Ma quindi quali sono i giusti input che si devono dare?


 
 
La differenza sta nelle piccole cose

La prima cosa che imparano a distinguere i bambini sono i suoni. Già al settimo mese di maternità, i bambini iniziano a sentire i primi suoni e le prime parole, non sanno cosa siano di preciso e tanto meno sanno cosa indichino ma riescono già ad intuire lo stato d’animo delle persone; riescono a capire se in quel momento tale persona è nervosa, se è in ansia, se è rilassata.
È un po’ come quando noi ascoltiamo le parole di una canzone, cantata in una lingua a noi sconosciuta, ma senza sapere nulla di quel cantante o di cosa parli il testo, riusciamo a capire se è una canzone triste o una canzone che racconta una storia d’amore, se stiamo molto attenti riusciamo anche a capire se la storia tra i due è finita bene o male.
“Ma quant’è potente il cervello umano!!! ”
Il passo successivo che fanno i bambini una volta nati è osservare, capire i gesti e collegare quei suoni sentiti nei precedenti mesi con i relativi oggetti o persone, ciò significa che inconsciamente il bambino si adatta all'ambiente circostante ancora prima di nascere.
Per questo motivo i primi input da dargli partono ancora prima di quanto si possa pensare.
Sono input semplici che si possono trasmettere con una semplice variazione del tono di voce, parlare spesso con un timbro di voce rilassato, calmo, permette di far intuire al bambino che si trova in un luogo sicuro quindi, quando nascerà, già saprà che può rilassarsi e stare tranquillo.
Con l'aiuto delle persone che gli stanno vicino, sarà in grado di distinguere con calma cosa gli piace e cosa no, si prenderà i suoi tempi per crescere, imparerà tutto a tempo debito e riuscirà a trasmettere, in futuro, questo clima di benessere anche ai suoi figli e alle persone che lo circondano. Caso contrario, se si usa spesso un timbro di voce eccessivamente alto e nervoso, si farà intuire al bambino che il luogo in cui crescerà non sarà così tranquillo.
Il bambino dovrà capire in fretta cosa gli accade attorno, dovrà imparare a difendersi mentalmente, verbalmente e fisicamente, con molta probabilità vivrà situazioni che un bambino non dovrebbe vivere, come dei litigi frequenti, un padre o una madre assente, nel peggiore dei casi potrebbe anche vivere la mancanza di uno dei due in caso di divorzio, sentirà parole e vedrà gesti dettati dalla rabbia senza capirne il motivo, ma la cosa peggiore è che prenderà esempio da essi. Essendo ancora piccolo non capisce cosa siano i litigi o le discussioni, di conseguenza non capisce il motivo di determinati gesti o parole, l’unica cosa che vede è una possibile linea guida da seguire, perciò andrà ad emulare il comportamento che ha visto; tutto in modo decontestualizzato dalla situazione che sta vivendo in quel momento.
Gli è stato mostrato che così si fa e lui, convinto che sia l’unico modo giusto di fare, così farà.
Crescendo e conoscendo nuove persone può esserci la possibilità che capisca da solo il modo giusto di comportarsi o ancora meglio, può capitare che persone mature, sagge e pazienti gli insegnino che tale comportamento è sbagliato, ma non è detto che questo cambiamento accada.
Tra due persone una discussione o un litigio è qualcosa che può accadere.
Le coppie possono litigare quando vogliono, ma questo non vale per i genitori. Quando si ha un figlio ci sono delle responsabilità inderogabili da rispettare, ed una di queste e pensare al suo bene prima del vostro quindi; se dovete dirvi qualcosa aspettiate che siate soli, non serve fare sceneggiate davanti a lui; e questo discorso non pensate che si limiti a questo specifico caso.

Ricordatevi sempre che ciò che sceglierà di essere dipenderà da ciò che vivrà quindi, pensate a lui prima di fare o dire qualcosa, non dimenticatevelo mai.

      
La paura di sbagliare

Il carattere dei bambini non è condizionato solo da ciò che vedono e che sentono ma anche da ciò che fanno.
  Che si frequenti l’asilo, le medie, le superiori o l’università il pattern e sempre lo stesso, studiare, imparare ed assimilare determinati argomenti, ed infine svolgere verifiche o dare degli esami per poi poter far conoscere al mondo intero le tue qualità e le tue competenze, ma per poter far tutto come si deve servono tre cose, studio, pratica, e coraggio.
  La scuola è uno strumento molto importante, è qualcosa di fondamentale nella vita di tutti, ci permette di capire come funziona il mondo ma non solo, ci da anche la possibilità di imparare come approcciarci a determinate situazioni o a specifici problemi, è non intendo certo quelli di matematica.
  Si inizia dalle basi come l’alfabeto e i numeri e solo dopo averli imparati si può iniziare ad utilizzarli come si deve, iniziando ad esercitarsi sulla scrittura, sulla lettura, sui calcoli, somme, sottrazioni, moltiplicazioni, divisioni…
  La teoria, unita alla pratica, è l'unico metodo che noi esseri umani possediamo per poter imparare correttamente qualcosa,. ma com’è vero che siamo esseri capaci di imparare piuttosto in fretta è pur vero che siamo capaci di arrenderci con altrettanta rapidità.
  Davanti ad una difficoltà l’essere umano ha due strade da percorrere, una stupida e una intelligente.
  La strada stupida e quella che percorrono le persone pigre, quel tipo di persona che non ha voglia di cambiare perché farlo è “troppo difficile” e la paura di sbagliare, con le sue relative conseguenze, ci ferma ancora prima di partire.
  Quando si sceglie di percorrere questa strada inizialmente si sta bene, come se non fosse successo niente perché di fatto niente è successo, ma crescendo le cose cambiano, capisci che imparare da quello sbaglio ti avrebbe permesso di avere una vita diversa, forse anche migliore e la lista degli avrei potuto aumenta, senza poterla più correggere.
  Invece, la strada intelligente e lastricata di errori, di sbagli, di ripensamenti, a volte anche di pentimenti ma anche di soddisfazioni, di insegnamenti, di esperienze che ti segnano per il resto della tua vita. La lista degli avrei potuto si azzera perché hai la consapevolezza di aver fatto di tutto per raggiungere il tuo obiettivo, sbagliando certo, ma l’errore e qualcosa di inevitabile, “errare humanum est perseverare autem diabolicum”, Commettere errori è umano, ma perseverare (nell’errore) è diabolico; diceva Lucio Anneo Seneca, nell’antica Roma e io aggiungerei «sarebbe strano il contrario». Per poter fare ciò, per salire di livello e ottenere un level up ci vuole coraggio.
  Crescendo tutto ciò viene dimenticato e le cose che veramente dovrebbero essere tramandate vengono accantonate o date per scontate, anche se scontate non sono.

Ricordate, come luxastra ci insegna, “Tutto ciò che non verrà tramandato verrà perduto per sempre”.

Ma come si può tramandare qualcosa a qualcuno ?

Un genitore pensa sempre al bene del proprio figlio, vuole che cresca nel migliore dei modi, per questo gli insegna solo ciò che ritiene opportuno, ma non è proprio così che dovrebbero andare le cose. Un genitore pensa sempre al bene del proprio figlio, vuole che cresca nel migliore dei modi, per questo gli dovrebbe insegnare tutto ciò che sa.

Perché tramandargli solo una minima parte di ciò che conosce sul mondo quando puoi tramandargli tutto ?

Per quanto un insegnamento possa sembrare inutile sul momento, tutto può tornare utile un domani, un informazione, una conoscenza, un'abilità; prendete ad esempio me.
  Da bambino avevo solo un gioco che mi piaceva veramente; i lego.
Amo i lego perché mi hanno fatto capire che niente è eterno e che tutto può cambiare in pochi secondi.
  Passavo ore, a volte anche giorni, tra la ricerca dei pezzi giusti e la costruzione di ciò che desideravo; ed una volta finito il tutto, ammiravo ogni minimo dettaglio di quel giocattolo, mi fermavo solo quando ero fiero di ciò che avevo costruito, e guai se qualcuno mi distruggeva le mie creazioni senza il mio permesso o per sbaglio, per me quella persona aveva smesso di esistere; crescendo però ho capito una cosa.
  Quando le costruzioni si rompevano o venivano rotte ero triste, tutto quel tempo mi sembrava essere stato sprecato, sentivo come se quello che avevo fatto non contava per nessun altro al di fuori di me, ma ad un tratto ecco che arrivò l’illuminazione.
  Io non avevo perso tempo perché tutto può essere distrutto in pochi secondi, ma ciò che accade dopo è qualcosa di meraviglioso.
  Costruire dalle ceneri qualcosa di nuovo, di diverso, a volte anche migliore della creazione precedente è una sensazione impagabile.
  Finalmente avevo capito che potevo costruire qualcosa di migliore partendo da zero,di nuovo, di nuovo e di nuovo ancora, questa consapevolezza mi ha sempre fatto sentire forte e coraggioso.
  Crescendo questo modo di pensare mi ha permesso di essere superiore a chiunque.
  Già da bambino ero capace di distinguere tutto ciò che mi accadeva attorno con estrema chiarezza.
  Mentre i miei coetanei si creavano una vita da zero, accettando tutto ciò che gli accadeva, senza mai dire un “NO” e senza mai poter tornare sui loro passi a causa della loro paura di rimanere soli, o di rovinare ciò che avevano fatto fino a quel momento, io, quando capivo che una determinata situazione, scelta o conoscenza era sbagliata, riuscivo a “distruggere” mesi o anni della mia vita senza troppi problemi.
  In un attimo dicevo addio a tutto, amici, tradizioni, conoscenze; cambiavo i miei pareri sulle persone o su determinati eventi e il mio modo di pensare e di rapportarmi con gli altri, cambia di conseguenza, ed una volta fatto ciò iniziavo a ricostruire quello che avevo distrutto, migliorando volta dopo volta.
  Questo comportamento mi ha sempre permesso di migliorare la mia vita e di correggere man mano la direzione che stava prendendo.
  Non avevo e non ho paure di andarmene dalla mia zona di comfort o di sbagliare perché tanto sapevo e so come rimediare ai miei errori e come crearmi una zona di comfort migliore della precedente.
  Da una parte qualcosa veniva “distrutto” ma da quella crepa nasceva qualcosa di migliore.

Aver paura di commettere errori è qualcosa di insensato, perché aver paura di sbagliare se sai che tale possibilità ti permette di migliorare?

Ogni volta che ciò succedeva, per ripartire avevo bisogno di tutta la conoscenza in mio possesso e più conoscenza avevo, più facile era rimediare al mio errore e ripartire, ed è da qui che nasce la passione per l’informatica.
  La possibilità di realizzare tutto quel che si vuole e di poter fare tutto ciò che ci passa per la testa in quel momento, nei limiti della legalità, con il solo uso di un PC è qualcosa di spettacolare ed inoltre, per ottenere la conoscenza occorre, per forza di cose, una fonte di informazioni accessibili.
  I miei non potevano darmi la conoscenza che desideravo, non avevano né il tempo necessario per spiegarmi tutto ciò che volessi sapere, né una risposta a tutte le domande che gli ponevo, ed è qui che entra in gioco l'immensità del web unito ai videogiochi, ai film, alla musica, una grande fonte di informazioni, in un unico dispositivo più piccolo della propria mano, “come amo la natura e il modo in cui fa evolvere le proprie creature!”
  Col tempo, tutte le informazioni che ho assimilato mi hanno permesso di poter relazionarmi con chiunque, bambini, ragazzi, adulti, anziani, se si possiede una buona conoscenza generale e un po’ di divina nonchalance, che ti permette di piegare le leggi della realtà, si è in grado di arrivare ovunque.
  Una delle cose più importati nella vita di ogni essere umano sono le amicizie, sono qualcosa di fondamentale, senza non si va da nessuna parte.

Ma come si può fare amicizia con qualcuno che sia “diverso da noi” ?

  Ogni essere umano e disposto a dialogare a patto che il discorso sia piacevole, non importa il loro grado sociale o chi siano; avvocati, dottori, deputati, banchieri, finanzieri, politici, meccanici, antennisti, falegnami, i lavori cambiano ma l’indole umana rimane la stessa e sapere cosa dire, come dirlo e quando dirlo, in questo mondo è l’unica cosa che conta veramente.
È ciò che permette di far nascere amori, grandi amicizie, semplici conoscenze o eterni rivali; ed è anche ciò che distingue una persona comune da una leggenda.
  La conoscenza è l’unico mezzo che ti dona una forza senza eguali, grazie ad essa puoi fare tutto, è la chiave per aprire qualunque porta. Ti permette di essere preparato ad ogni evento della vita ancora prima che questi accadano, ma ahimè sono in pochi quelli che conoscono il segreto per diventare una leggenda.
  Tutti studiano materie come italiano, matematica, fisica ma chi è che ci insegna come ci si comporta o come si possa vivere una bella vita? Ve lo dico io, nessuno; la vita non viene vista come una materia da studiare ma in fin dei conti cos’è la vita?... Secondo me è un connubio tra la teoria e la pratica, con tanto di verifica finale.
  Prima impari, poi ti alleni ed in fine, a tempo debito, usi ciò che hai imparato e su cui ti sei allenato per raggiungere i tuoi obbiettivi, ed ecco la verifica quindi; ricordate cari genitori: “tramandate tutto ai vostri figli, più cose gli insegnerete e più il loro futuro sarà roseo. Non saranno certo i professori a spiegargli come funziona la vita, quello e compito vostro e solo vostro, è un onere importante, lo so, ma almeno dovete provarci”. Essere genitori non significa solo accompagnare il proprio figlio dagli amici, comprargli il telefono, la macchina, la moto, l'orologio e tutto il resto appresso, Essere genitori è qualcosa di molto più complesso.
  Per comodità la maggior parte di loro demanda quest’oneri e molti altri alla società, in alcuni casi questa scelta è la migliore, altre volte è l’unica via a disposizione.
  Nessuno vi impedisce di fare questa scelta ma seguire questa strada e un po’ come giocare alla roulette russa, può andare bene, molto bene o può andare male, molto male; il futuro della vita di questi ragazzi rimarrà per un lungo tempo in mano al destino, le loro conoscenze, il loro carattere, il loro stile di vita, i loro sogni saranno affidati ad eventi casuali e poi, tutto d’un tratto, eccolo li, il cambiamento.
  Qualunque cosa accadrà dopo il cambiamento sembrerà diverso, il destino si farà da parte, lasciando spazio alla conoscenza e all’istinto plasmatosi sino a quel momento.

Ma come si fa a tramandare qualcosa ad un bambino? Non si smette mai di imparare

Tramandare vuol dire donare a qualcuno qualcosa di proprio, che si tratti di un oggetto o di un insegnamento, ma non solo. Tramandare vuol dire anche donare qualcosa nella sua interezza e accertarsi che colui o colei che ha ricevuto tale dono, abbia compreso l’importanza o il significato di quest’ultimo.
  Tramandare qualcosa non è facile come sembra, e tutto diventa più difficile quando colui che riceve tale dono è un bambino.
  Quante volte avete sentito dire una frase del tipo “Ma lascialo stare, è piccolo, mica capisce” o “Dai, è un bambino, assecondalo, vedrete che poi crescendo cambierà”.
  Vi confido un segreto; strano ma vero, i bambini non sono stupidi, sono solo inesperti ed è per questo che “non capiscono”, il loro cervello elabora le informazioni diversamente dal nostro.
  Le persone per poter ragionare correttamente hanno bisogno di stabilire e all’occorrenza creare dei veri e propri collegamenti tra i neuroni e ogni volta che si fa qualcosa, una serie di neuroni si attivano per poter permettere alla mente di pensare e al corpo di agire.
Questi collegamenti uniti tra di loro sono identificati con il nome di rete neurale.
  I grandi pensano con razionalità, usano la rete neurale a loro disposizione per poter arrivare ad una soluzione o ad una risposta in maniera logica, ma per i più piccoli non è così.
  Loro non hanno a disposizioni una vasta rete neurale, per questo motivo una spiegazione di tipo logica difficilmente può funzionare a differenza di una spiegazione pratica che, oltre ad essere molto più semplice da capire, permette di ampliare la rete neurale a loro disposizione.
  È facile capire che il fuoco scotta, basta toccarlo, ma per spiegare logicamente perché esso provochi questa reazione occorrono delle conoscenze ben precise, sia dalla parte di chi spiega, sia dalla parte di chi ascolta.
  Che si tratti di un bambino o di un adulto, la rete neurale per potersi ampliare ha bisogno di informazioni, di cultura, si può dire che più informazioni si hanno da processare e più la rete neurale è allenata, di conseguenza più la rete neurale è allenata più una persona può essere definita acculturata, ma la conoscenza da sola non basta.
Dopo che il cervello è riuscito a percepire qualcosa di utile o di interessante attraverso uno dei sei sensi che abbiamo a disposizione, occorre del tempo per poter assimilare il tutto e perfezionarlo a dovere per poi farlo nostro.
  Gli esseri umani non nascono già acculturati, la cultura è un qualcosa che dev’essere acquisita col tempo, nessuno è capace di mettere in pratica quel che ha appena imparato, passiamo interi anni a studiare e a capire una quantità immane di argomenti, concetti, teoremi, linguaggi, meccanismi utili per poter trovare un lavoro che ci piaccia, e quando siamo convinti che sia finita li, ecco che arriva una scoperta innovativa che cambia qualcosa e via… si riparte con lo studio, è un loop infinito, matematicamente impossibile da interrompere, ce solo un piccolissimo problema in tutto ciò.
  Con l’avanzare dell’età i gesti di vita quotidiana diventano sempre più faticosi e non solo, anche cambiare il proprio modo di pensare o imparare qualcosa di nuovo può risultare un’impresa.
  Questo è dovuto al fatto che gli adulti quando si fanno un’idea su qualcosa, quella è e quella rimane, nel bene o nel male, non c’è niente da fare.
  L’essere umano, raggiunta una certa età, inizia ad invecchiare, non solo fisicamente ma anche mentalmente, i tempi di apprendimento si allungano notevolmente e la voglia di uscire di casa o di imparare cose nuove arriva quasi a toccare lo zero, però, ce una cosa da precisare, l'invecchiamento fisico è un processo naturale e inevitabile ma la degenerazione mentale no.
  Esistono molti anziani che riescono a ragionare lucidamente e ad imparare cose nuove con estrema facilità, questo succede perché il cervello, pur non essendo un muscolo, può essere allenato attraverso la conoscenza, la ricerca e il raggiungimento di nuovi obbiettivi, facendo ciò si riesce a rimanere mentalmente giovani anche quando si è molto anziani ma mantenere il cervello allenato non è cosa da tutti.
  Molte persone smettono di farlo perché si scocciano di imparare cose nuove e più si va avanti con l’età più la mente si va a deteriorare, e come se questo non bastasse, la difficoltà nell'instaurare uno scambio di pareri aumenta, tutti i tentativi fatti diventano inutili e inconcludenti, soprattutto se ad iniziare un discorso è un ragazzo, per fortuna però esistono alcune eccezioni, la differenza sta tutta nel modo in cui si invecchia.
  I bambini, invece, essendo piccoli, non hanno le idee ben chiare.
Inizialmente prendono per vero tutto quello che gli viene detto, “attento che se dici le bugie arriva l’uomo nero, esce dall’armadio di notte e ti porta via”, ma crescendo cominciano a distinguere la realtà dalla fantasia, dicono una bugia, poi un’altra bugia, poi un’altra bugia e poi un’altra ancora e dopo notti insonne, passate con il terrore che da quell’armadio potesse uscire un uomo che li porti via da casa, lontano da tutto e da tutti, come per magia capiscono che l’uomo nero di cui hanno sempre avuto paura non esiste, e che dire bugie in fondo non è così male ed è qui che nasce una domanda nella mente del bambino, ma se l’uomo nero non esiste, allora chi mi impedirà di mentire?
Si autoconvincono che dire le bugie non porti a nessuna conseguenza e che mentire sia solo un modo per non essere puniti quando si commette un errore o una cattiva azione, ma noi adulti sappiamo che non è così.
  Le bugie sono qualcosa di fondamentale nella vita di tutti, ti permettono di uscire da situazioni spiacevoli o di creare situazioni spiacevoli, ti permettono di rendere la vita degli altri migliore o di renderla peggiore o anche di risolvere dei problemi, o crearne dei nuovi.
  Non è sbagliato mentire ma è sbagliato l’uso che se ne può fare di tale azione.
  Tutti abbiamo detto almeno una bugia durante la nostra vita, è qualcosa di inevitabile, è inutile dire ad un bambino che non si devono raccontare bugie perché tanto sappiamo che crescendo le inizierà a dire, sono un male necessario per poter vivere, la società ci costringe a mentire perché non tutti accettano la verità e il concetto contorto che si cela dietro ad alcune bugie è qualcosa di spaventoso.
L’uomo nero è una storia basata su una bugia. Una bugia nata per far capire ai bambini che mentire non è qualcosa di sbagliato ma è qualcosa di pericoloso, il punto è che quando quest’ultimi capiscono che l’uomo nero non esiste e riescono a superare la paura dell’armadio, iniziano a mentire come se non ci fosse un domani, non so se si riesce a cogliere la pericolosità della situazione…
  Se un genitore vuole tramandare al proprio figlio il concetto che mentire è sbagliato, lo può fare senza problemi ma deve spiegare il concetto per intero partendo col dire che non tutte le bugie sono “cattive”.
  Esistono vari tipi di bugie, dire “mamma, papà, stasera esco con i miei amici” quando invece hai un appuntamento con una ragazza, è diverso da dire “mamma, papà oggi è andato tutto bene a scuola” quando invece sei stato picchiato da dei bulli solo perché hai qualcosa di “strano” o di “diverso”.
La prima bugia è qualcosa di necessario per evitare una situazione d’imbarazzo, la seconda bugia è inutile, insensata e dannosa ma il punto è che tutto questo è solo la punta dell’iceberg.

Ma come posso tramandare qualcosa ad un bambino? La scuola

Le scuole... luoghi intrinseci di cultura e di ingiustizia.
  Quelle cattedre, quelle sedie, quelle mura, aaaa se potessero parlare, quante storie sarebbero in grado di narrare.
  Sentiremmo storie su cattivi che hanno usato la loro forza per primeggiare su tutto e tutti, dai professori agli alunni.
  Sentiremmo di come sono cresciuti i più grandi geni di questo mondo, di come grandi professori sono riusciti nell’intento di migliorare le vite di molti studenti ed anche di come molti adulti ignoranti col “potere dell’insegnamento” sono riusciti a far schifare la scuola a molti studenti estremamente promettenti.
  Potremmo sentire e scrivere le grandi gesta di eroi che hanno liberato degli schiavi dal controllo di padroni e dittatori estremamente forti ed influenti, rinominati dalla società rispettivamente con l’appellativo di bullizzato e bulli, così che si possa nascondere la loro reale natura e sminuire il vero problema.    
  Dire bulli, bullismo, bullizzato dà l’illusione di “normalità” di “sicurezza” rispetto ai termini schiavo, dittatore, padrone, ma a conti fatti vogliono dire la stessa cosa, con l’unica differenza che uno schiavo sa di non essere libero a differenza del bullizzato che pensa di essere libero. Entrambi potrebbero risolvere il problema in pochi minuti, applicando metodi logicamente diversi ma egualmente efficaci. Ma questa è un’altra storia.
  Le scuole sono la base di tutto, è da lì che l’essere umano inizia a consolidare e a plasmare il suo io, il suo carattere, i suoi sogni, i suoi stili, i suoi flow, i suoi aspetti, la sua furbizia, la sua astuzia, il suo sesto senso, la vista, la curiosità, la malizia, la compassione, la bontà, la generosità, la cattiveria, la pazienza, la tenacia, la… insomma; TUTTO inizia dal primo giorno di scuola.
  Nel  momento in cui gli occhi decidono di far cadere dei lacrimoni grandi come non mai, e la voce si spezza mentre le mani che fino un attimo prima erano tese verso il genitore in cerca di un aiuto cadono a penzoloni, mentre il volto triste si appacia, rassegnato al fatto che i tuoi hanno deciso di lasciarti li, privo di tutti i tuoi oggetti, indifeso tra persone che non conosci, in un luogo sconosciuto, costretto ad ascoltare una persona di cui non sai nulla tranne il fatto che sia colei o colui che comanda, con una cartella pesante, scomoda; vorresti solo lanciarla il più lontano possibile per la rabbia che hai in corpo ed accompagnare il tutto con un urlo così forte da farlo echeggiare tra le varie stanze di quel posto fino a farlo giungere alle orecchie dei tuoi genitori.
  Ma tranquilli cari lettori, vostro figlio non farà o penserà nulla di tutto ciò, ma anzi… sarà lui a chiedervi quando inizierà ad andare a scuola, preso dall’euforia data da un così lieto evento.
  I bambini, INIZIALMENTE, vedono la scuola come un posto qualsiasi, non ci sono mai stati quindi non possono sapere a cosa servono le scuole, non sanno chi ce li, cosa si fa, perché ci vanno e soprattutto non sanno perché i loro genitori se ne vanno lasciandoli soli piuttosto che rimanere al loro fianco.
  Per fortuna, I BAMBINI SONO IN GRADO DI CAPIRE TUTTO, basta spiegarglielo con i giusti modi.

Quando ci dobbiamo recare in un posto per un determinato scopo, tutti gli esseri umani si iniziano ad organizzare.
  Se si va ad un colloquio di lavoro, o su una montagna per un po’ di trekking, mica si va impreparati?

Se un’azienda a cui abbiamo inviato il nostro curriculum ci fissa un colloquio, TUTTI, MA PROPRIO TUTTI cominciamo a prepararci psicologicamente e culturalmente.
  Iniziamo a studiarci l’azienda e la sua realtà di lavoro, andiamo a vedere cosa produce o cosa offre, cos’ha fatto in passato, cerchiamo i pareri di qualche dipendente, iniziamo a pensare a tutte le possibili domande che ci possono fare durante il colloquio e a tutte le possibili risposte che noi possiamo dare.
Se si va in montagna per un po’ di trekking avviene la medesima cosa, iniziamo a preparaci lo zaino con tutto il necessario, acqua, cibo, accessori vari, come un coltellino svizzero, una torcia, un kit medico… decidiamo il percorso da fare, dove accamparsi per la notte, dove riposare, dove rifornirsi…
Facciamo tutto questo per stare tranquilli e sereni, per essere preparati a tutto, anche agli imprevisti, così facendo riusciamo a sapere cosa fare ancora prima che questo qualcosa accada, e lo stesso vale per i bambini, l’unica differenza è CHE LORO SONO BAMBINI; non posseggono la conoscenza necessaria per prevedere ciò che avverrà, questo li rende ansiosi, agitati, restii nei confronti della scuola, ed è qui che il ruolo del genitore entra in gioco.
  Voi genitori siete andati a scuola, e come se ci siete andati!, ne avete fatte di cose dentro e fuori da quelle mura, questo vi ha permesso di avere una certa esperienza riguardo quest’argomento.
Voi sapete cosa si prova ad andare a scuola, siete riusciti a capire il perché è importante andarci, conoscete come funziona il clima scolastico, insomma, sapete tutto quello che ce da sapere su quest’argomento, ed è proprio per questo che dovreste preparare vostro figlio a quest’evento.
  Dirgli che la scuola è un posto dove ci sono tanti bambini con cui può giocare non basta, è come chiedere ad un dipendente come funziona l’azienda in cui lavora e lui, dopo averci pensato per giusto 2 secondi vi risponda con
“Be… l’azienda dove lavoro io è strutturata in modo tale che tante persone si riuniscano e collaborino tra di loro per realizzare qualcosa” be… capirete da soli che questa risposta, pur essendo corretta, non sazi la vostra curiosità.
  E lo stesso vale per vostro figlio.
Fate bene a dirgli che la scuola è un posto dove ci sono tanti bambini con cui può giocare ma non fate l’errore di tramandargli solo una minima parte di ciò che conosce ma andate oltre.
  Spiegate a vostro figlio come funziona la scuola, fategli capire perché è importante andarci, perché i professori interrogano, assegnano compiti, danno punizioni… spiegategli anche che non esiste solo un tipo di prof. ma esistono vari tipi.

Ci sono i prof. bravi che vogliono bene un po’ a tutti i ragazzi.

I prof. comprensivi che capiscono le tue difficoltà e ti vengono incontro.

I prof. stronzi che usano ogni minima scusa per demoralizzarti e metterti brutti voti.

I prof. moderni che più che professori sembrano tuoi coetanei.

I prof. vecchio che mettono al primo posto l’educazione ed il rispetto reciproco e solo al secondo posto i voti e la scuola.

I prof. di famiglia o come si dice a Napoli, i prof. componenti che, a differenza del prof. moderni, non sembrano tuoi coetanei, ma lo sono.

I prof. mamma che ti trattano come fossi il loro figlio.

I prof che la/lo tengono d’oro. Questi tipi di prof pensano che la loro materia sia la più importante e se osi farti trovare impreparato su un argomento e finita, puoi usare tutte le giustificazioni che vuoi tu ma ormai se la sono presa sul personale.  Mm (Tosse) Mm (Psicologi) Mm (Alfred Adler) Mm (Complesso di inferiorità) …

I prof. bravi ma esigenti che pretendono molto dai propri studenti, ma così come pretendono, così ricompensano l’impegno e il tempo dedicato allo studio con un bel voto. Se un ragazzo vale 9 prende 9, se vale 10 prende 10, se vale 6 prende 6.

I prof. stronzi ed esigenti che pretendono molto dai propri studenti, ma così come pretendono, così ricompensano l’impegno e il tempo dedicato allo studio con un voto estremamente discutibile.
  Se un ragazzo vale 9 prende 5, se vale 10 prende 6 e se vale 6 prende 2.   
  Quanto vi è familiare la frase “Aspe… non mi tornano i conti… cos’ho sbagliato” e mentre tu, si proprio tu, tu che sei il più bravo/a della classe che stai la, fermo, seduto al tuo posto, immobile, con gli occhi persi nel nulla, triste ed anche un po’ nervoso, incredulo del voto che hai preso… mentre in religioso silenzio ti stai chiedendo il perché di quel voto così basso, l’intera classe…
L’INTERA CLASSE si sta ponendo la seguente domanda:
 “Se il ragazzo/a più bravo/a della classe ha preso 6, IO… STUDENTE DI LIVELLO MEDIO, BASSO… CHE GIÀ NORMALMENTE PUNTA AL 5,51… MASSIMO 6… CHE VOTO PRENDERÒ QUANDO SARÒ INTERROGATO?”.
  Ma la cosa ancora più importante è “COME FARÒ A RECUPERARE UN 2?”.
  Ed è lì, in quel preciso momento che anche il più bravo dei bestemmiatori seriali smette di far cadere il paradiso con dentro tutti i santi e, come per magia, o come direbbero i più religiosi “come per miracolo”, inizia a pregare ma… ahimè, nessuno potrà mai sapere le richieste fatte durante tali preghiere anche se… forse… e dico forse… i più attenti di voi potranno farsi un’idea delle richieste fatte udendo, con estrema attenzione, le imprecazioni del bestemmiatore seriale che, INASPETTATAMENTE, è riuscito ad elevare le sue bestemmie ad un livello superiore, andando a cambiare la loro composizione.
  Le bestemmie che un tempo erano composte con un verso cattivo e dantesco, accompagnato dal nome di uno o più santi sono diventate bestemmie composte da un verso cattivo e dantesco, accompagnato da un solo nome, sempre lo stesso, giorno dopo giorno, anno dopo anno.
  Chi ha capito ha capito, ma per chi non ha capito può stare tranquillo perché in un giorno di sole, quando tutto sembra andare per il meglio, arriverà un nuovo prof nella tua classe che si presenterà con aria estremamente saccente, e sarà lì, in quel momento, che tutto vi sarà svelato.
  Però io, se fossi in voi non mi affretterei a scoprirlo.

Scusatemi se ogni tanto divago, ma uno sfogo a volte fa bene, è liberatorio, quasi terapeutico ma tornando a noi…

Se volete preparare i vostri figli al mondo della scuola, senza traumatizzarli o metterli in difficoltà, iniziate a raccontargli tutto ciò che sapete sulla scuola.
  Le storie aiutano le persone a farsi un’idea su un determinato argomento, in questo caso raccontargli delle storie che narrano di come avete conosciuto il vostro primo migliore amico o di come vi divertivate a giocare assieme può essere d’aiuto.
  Raccontategli di come litigavate con gli altri bambini su chi dovesse giocare con quel determinato gioco e di come la maestra risolveva il problema, raccontategli dei vari eventi che organizzava la vostra scuola, gite, visite guidate, corsi pomeridiani, insomma, ditegli tutto ciò che può attirare la loro attenzione, incuriositeli, fategli venire voglia di andare a scuola.
  Così facendo, gli permettete di essere preparati mentalmente a ciò che gli aspetta una volta varcata quella porta ma soprattutto, cosa estremamente importante, spiegategli l’importanza dello studio e dei compiti a casa, fategli capire che per fare qualunque cosa serve una certa preparazione, un certo allenamento.
  VOI SAPETE CHE LA MENTE DEV’ESSERE ALLENATA, GIUSTO? bene… e sapete anche che i bambini riescono a capire tutto, vero? bene… e sapete anche come spiegargli le cose in modo che loro capiscano quindi usate queste vostre conoscenze per rendere vostro figlio un piccolo scienziato.   
  Prendete il suo idolo, ad esempio un atleta, uno scienziato, un parente o un personaggio dei cartoni animati, studiate la sua storia ed una volta fatto ciò raccontate a vostro figlio come quella persona o quel personaggio è riuscito ad arrivare fin lì (Esempio pratico facile da comprendere) ed una volta fatto ciò, concludete il discorso spiegandogli che quel personaggio è riuscito ad arrivare dov’è e a fare tutto quello che ha fatto, solo grazie a tanto studio ed impegno (Insegnamento logico collegato all’esempio pratico).
  Ci tengo a precisare che quando dico “è riuscito ad arrivare dov’è e a fare tutto quello che ha fatto, solo grazie a tanto studio ed impegno”, non mi riferisco al termine “studio” associato alla scuola come alcuni di voi potrebbero facilmente fraintendere.
  Quando parlo di “studio”, faccio riferimento al termine usato nella sua forma più pura.
  Prima di comprare la frutta vi occorre studiarla, vedere il colore della buccia, la sua consistenza, la sua provenienza, altrimenti come fate a capire quale frutta è buona e quale no.
  Per diventare atleti di un certo livello vi occorre studiare la tecnica, la metodologia, studiarvi il vostro avversario durante la partita, altrimenti come fate a vincere.
  Anche voi, cari lettori, anche voi ora state studiando, studiate per diventare bravi genitori, ma la scuola in tutto questo, non centra assolutamente niente.   
  La scuola è fondamentale per la crescita ed è uno dei migliori mezzi a nostra disposizione per poter studiare svariati concetti ma non è l’unico, quindi quando si parla di studio non pensate subito alla scuola, ma piuttosto pensate a questo libro e a ciò che avete imparato da esso, così facendo riuscirete ad andare oltre quei concetti o a quegli stereotipi antichi e ormai non più validi. Il mondo va avanti, la società cambia, la religione cambia, la tecnologia cambia, i lavori cambiano, le tradizioni cambiano, i concetti cambiano, le leggi e i diritti cambiano, gli stili di vita cambiano, la vita stessa cambia.
  In un anno cambiano un sacco di cose, figuriamoci quante cose cambino in 10 o 20 anni, occorre aggiornarsi.

Ma per aggiornarsi, ci vuole tempo, studio ed impegno ma soprattutto occorre un buon punto di partenza, ma tranquilli… il vostro caro scrittore di quartiere sa come fuggire da una prigione.
Tutto inizia con un aggiornamento…
L’aggiornamento L2

L’intero universo cambia, ogni giorno le galassie cambiano, le stelle, i sistemi, i gas e le polveri presenti nello spazio danno vita ad una variazione che provoca un cambiamento più o meno leggero, potremmo dire che anche l’universo si aggiorna, giorno, dopo giorno, dopo giorno, dopo giorno… ed al cospetto di tale magnificenza gli abitanti di un piccolo pianeta collocato nella Via lattea, conosciuto da tutti col nome di “Terra”, non possono essere da meno.

Noi umani siamo esseri capaci di aggiornarsi abbastanza in fretta, ma la cosa più bella e che lo facciamo senza accorgercene.
  Ci aggiorniamo ogni volta che ci troviamo davanti ad una nuova situazione.
 Iniziamo a capire cosa fare e come, ci aggiorniamo ogni volta che andiamo in un nuovo posto perché iniziamo a vederci attorno per poterci orientare, ci aggiorniamo anche quando iniziamo a frequentare una nuova persona o quando ci fidanziamo perché dobbiamo iniziare ad adattarci al comportamento e ai gesti di qualcuno diverso da noi.
  Tutti questi aggiornamenti sono automatici, anni e anni di evoluzione ci hanno permesso di sviluppare un pacchetto base contenente le istruzioni e le strategie per poter sopravvivere e noi eseguiamo tutto ciò in maniera istintiva (inconscia), inizialmente sembriamo fatti veramente tutti con lo stampino
ma, quando si va oltre il pacchetto base tutto cambia…
Quando una persona riesce ad ottenere un proprio carattere e inizia a dare un tocco personale a tutto ciò che fa, si può dire che ha iniziato a svegliarsi e a capire cosa significa veramente aggiornarsi.

Diego Germini in arte Izi, in un suo brano dal titolo Zorba, riprendendo le parole di Georges Ivanovič Gurdjieff:
“Voi siete in prigione e tutto ciò che potete desiderare, se avete del buon senso, è di evadere.
Nessuno può fuggire dalla prigione senza l'aiuto di coloro che sono già fuggiti.”.
  Gurdjieff, con queste parole vuole far capire a tutto il mondo che l'essere umano vive la sua vita in uno stato di sonno perenne perché accetta tutto ciò che avviene senza far nulla per cambiare le cose, ma il concetto non si ferma qui.
Gurdjieff, dice anche che il modo per fuggire da questa prigione (da questo stato di sonno) esiste, ma è nascosta. Tante persone possono collaborare per trovare la strada verso la libertà ma per riuscire nell’intento hanno bisogno di qualcuno che li coordini, che li organizzi, qualcuno che già sa cosa fare e anche come farla… serve qualcuno che già sa tutto ciò che ce da sapere è chi meglio di qualcuno che ha già vissuto quella situazione e ne è riuscito ad uscire (a scappare dalla prigione).
  Per chi ha visto e compreso il film dei fratelli Andy e Larry Wachowski, Matrix, le parole di Gurdjieff sono estremamente chiare perché il concetto è il medesimo, ma per chi non abbia visto questo capolavoro cinematografico be… se siete stati dei lettori attenti potete stare tranquilli, ora prendete una matita e una gomma, pronti per una verifica?
AVETE STUDIATO? AVETE IMPARATO E ASSIMILATO? AVETE SOPPESATO?  Bene, ora prendetevi un po’ di tempo per riflettere, se avete letto i capitoli precedenti di questo libro E LI AVETE COMPRESI noterete un legame, un pattern tra il concetto di Gurdjieff e l’essere genitore.
  Se vi occorre tornate indietro, leggete nuovamente i precedenti capitoli, sottolineate ciò che vi sembra rilevante e soffermatevi sulle parole in grassetto e su ciò che vi dovete ricordare, buona ricerca.
  Bene, avete riflettuto? avete cercato la soluzione nel testo? siete riusciti a trovare il pattern? siete stati capaci di fare un level up? Scommetto di sì.
  Ora che siete diventati genitori di livello 2 avete sbloccato la seconda parte di questo manuale.
  Adesso potete personalizzare questo manuale, rendetelo unico, tramandatelo ai vostri figli o ai vostri amici, confrontatevi con gli altri genitori su ciò che avete imparato e sul pattern che avete trovato, non limitatevi a voi stessi, MAI, il confronto con altre persone è qualcosa di estremamente importante.
  Vi lascio qualche riga qui sotto, nell’eventualità che vi vada di trasformare il pattern che avete trovato in parole. Il mio consiglio è: “non fermatevi solo alla lettura e alla comprensione ma scrivete. Scrivere non vi permette solo di fissare meglio i concetti come dicono molte persone e prof, ma vi permette di ragionare meglio e vi dà la possibilità di accedere a concetti invisibili per voi ma visibili al subconscio.”
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P.S. vedetevi Matrix.
LIVELLO 2

Le storie

Eccoci qui, cari genitori…
Ora che siete arrivati al livello 2, la musica cambia.
  Finora avete studiato una parte di teoria, con qualche introduzione alla pratica ma, finalmente, è arrivata l’ora di agire.
Siete pronti?

Aaaaaa… le storie… unica porta di accesso verso mondi incantati, pieni di magia, di fascino e di meraviglie di ogni tipo.
  Per accedervi non serve nient’altro che un pizzico di fantasia, nulla di così complicato.
  Ogni giorno nascono nuove storie, e tutte sono diverse l’una dall’altra, si certo; ogni tanto qualche somiglianza ci può stare, ma questo è qualcosa di inevitabile, ma la vera domanda è: “vi siete mai chiesti come nascono le storie? ma soprattutto vi siete mai chiesti perché sono così importanti?”

Le storie sono qualcosa di fondamentale per l’evoluzione della nostra società, sono la chiave del cambiamento.
  Tutti i bambini sentono ogni giorno delle storie diverse attraverso i film, i cartoni, le serie tv, i libri, le favole della buona notte; grazie a tutte queste fonti riescono ad imparare cose nuove, crescono, si affezionano a determinati personaggi, a volte quegli stessi personaggi diventano un punto di
riferimento, qualcuno da voler a tutti i costi imitare.
  Tutte queste storie sono dirette ai bambini e questo vuol dire soltanto una cosa, se le storie sono in grado di istruire gli adulti di domani, sono in grado anche di cambiare il mondo, in altre parole le storie hanno il potere di cambiare il carattere ed il comportamento di un’intera generazione, IN MEGLIO O IN PEGGIO.
  Pensate per un attimo e solo per un attimo a come grandi aziende di animazione abbiano condizionato e come condizionino ancora il mondo femminile e maschile.
  Inizialmente i film animati raccontavano di grandi cavalieri, belli, ricchi, forti, valorosi che salvavano povere principesse, con un corpo e un volto bellissimo, con una voce suadente, condannate però ad un destino atroce, pieno di tristezza e malinconia.
  I ragazzi BELLI che sono cresciuti in quell’epoca, vedendo questi film di animazione, ispirandosi ai cavalieri e ai principi protagonisti di questi racconti, sono cresciuti con l’idea che le ragazze non sono in grado di difendersi da sole, che sono prive di potere decisionale e che devono essere salvate da un mondo cattivo e crudele, dall’altro canto, le ragazze BELLE vedendo questi film di animazione e ispirandosi alle principesse protagoniste di questi racconti, sono cresciute convinte di essere principesse e di dover aspettare l’arrivo del “vero amore”, cioè l’arrivo del “principe azzurro”, così che lui possa proteggerla dal mondo e all’occorrenza risolvergli tutti i problemi di questo mondo, che poi guarda caso il vero amore era sempre un principe… ma il vero punto è, tutti i ragazzi e le ragazze che uscivano fuori da questi canoni di bellezza dove andavano a finire ?
Be… quei bambini/e o ragazzi/e venivano derisi, emarginati e sottomessi dai più belli solo perché erano più grassi o avevano un timbro di voce strano o semplicemente perché si comportavano in modo diverso dagli altri.
  FORTUNATAMENTE, dopo gli anni 2000, questo concetto di uomo (principe azzurro) e donna (principessa) è stato finalmente abolito, anche se ancora oggi ahimè non è stato del tutto eliminato.
  Questo cambiamento lo dobbiamo al mio amatissimo amico Shrek.
  Lui di sicuro non era un principe, di sicuro non era ricco e tanto meno era bello, ma anzi, lui era un orco brutto, puzzolente, veniva DERISO, EMARGINATO, ED ERA PURE SOTTOMESSO DAl LORD DI TURNO, e come se questo non bastasse, non poteva nemmeno stare tranquillo nella sua bellissima casa situata in una palude lontano dalla città, capite dove sto andando ad apparare? Abbiamo visto cosa succede nei primi 5 minuti del film e tutti sappiamo cosa fa Shrek con i libri delle fiabe, LE USA PER PULIRSI IL CULO, LETTERALMENTE.
  Lui è stato il personaggio più importante nella storia dei film animati.
  Lui è la voce di tutti i diversi ma non solo, lui è la prova che tutti possono vivere una vita felice, non serve per forza essere un cazzo di principe o una fottuta principessa.
  Dopo Shrek i principi spesso è volentieri non erano presenti nella storia, e se c’erano non erano più azzurri ma erano solo semplici principi, nulla più, nulla di meno.
Invece, le principesse, dopo l’arrivo di Fiona, non sono state più delle ragazze magrissime e bellissime che rimanevano lì a vivere il loro triste destino senza far nulla per migliorarlo, in attesa di essere salvate dal principe azzurro.
  Come per magia, sono diventate ragazze, AVETE CAPITO BENE, SONO DIVENTATE DELLE RAGAZZE, delle comuni mortali come tutti noi.
Finalmente i film animati rispecchiavano la realtà, e, per chi non lo sapesse, la realtà è che i cavalieri, i principi e le principesse sono morti e sepolti già da secoli.
  Finalmente queste ragazze erano viste come degli esseri umani in grado di decidere ciò che è meglio per loro, decidevano loro il proprio destino, a volte venivano aiutate da qualcuno, altre invece riuscivano nel loro intento con l’uso delle loro sole forze, ed è stato grazie a questi cambiamenti che le bambine e i bambini degli anni 2000 sono riusciti a crescere con dei principi completamente diversi dalle generazioni precedenti.

Adesso comprendete quanto sono importanti le storie che si raccontano ai propri figli?
 
Ma come vi ho promesso, è giunta l’ora di passare alla parte pratica, quindi; dopo che vi avrò spiegato come si fa a decidere che storie raccontare ai propri figli e come si crea una storia da zero non perdete altro tempo, iniziate già da stasera a raccontare la favola della buona notte ai vostri bambini e cominciate a fargli vedere i cartoni, i film animati, le serie tv, gli anime giusti, sceglieteli voi con estrema attenzione perché ne va del loro futuro.
Mettetevi belli comodi, prendete qualcosa di caldo da bere, anche qualcosa da sgranocchiare va bene, preparatevi per ascoltare, che la spiegazione sta per iniziare.
  Dovete sapere che le storie nascono dalla voglia di esprimere dei concetti complessi in maniera estremamente semplice, così che tutti possano capirle, bambini, ragazzi, adulti e perché no, anche gli anziani.

Ma quale tipo di storia è meglio usare?

Esistono 2 tipi di storie, le storie già scritte come quelle che si possono trovare nei film, nei cartoni, nelle serie tv, nei libri o anche nelle favole della buona notte.
Poi ci sono le storie personali, quelle che riguardano la propria vita, quelle che non vengono proiettate sui grandi schermi o scritte sui libri, almeno non sempre. Ma entrambe hanno una cosa in comune, non importa se si tratti di una storia già scritta o di una storia personale, quello che conta è la qualità.
  Tra una storia marcia, una storia normale ed una buona storia la differenza c'è, è si vede.
  Le storie normali sono belle e fanno bene alla mente.
Mentre le vedi, le senti o le leggi, stai sereno, ti distrai, non pensi a niente, raccontarle o sentirle è uno dei tanti modi per passare il tempo.
  A volte contengono degli insegnamenti, spiegati in maniera molto superficiale, altre volte invece sono privi di insegnamenti, spesso capita anche che i personaggi o la storia principale venga dimenticata nel tempo. Sono storie che non aggiungono niente alla persona, ma nemmeno levano.
Le inizi.
Le finisci.
Ed una volta finito l’unica cosa che ti viene da dire è “okay”.
I cartoni animati più famosi come l’orso yoghi e bubu, bip bip, Tom e Jerry rientrano in questa categoria.
  Esistono anche film, libri, serie tv che una volta finite non ti rimangono niente dentro, e te li dimentichi dopo poco, ma ora non mi vengono degli esempi, potete intuire facilmente il perché.

Poi esistono le storie buone, quelle fatte veramente bene.
Mentre le vedi o le senti stai concentrato.
  Non sei semplicemente distratto, ma sei completamente assuefatto, è come se ti trovassi in un altro mondo, ed il corpo che stai usando non è il tuo. Ti immedesimi nei personaggi fino al punto tale da vedere ciò che vedono loro, sentire ciò che sentono loro, provare ciò che provano loro, pensare ciò che pensano loro.
  Senza che te ne renda conto ti ritrovi completamente immerso nella storia, dalla testa ai piedi e non vedi l’ora di arrivare alla fine ma allo stesso tempo speri che non finisca mai.
  Questo tipo di immersione ci permette di imparare un sacco di cose nuove, ci dà la capacità di ragionare fuori dagli schemi e di vedere gli eventi della vita con occhi completamente diversi, tutto ciò ci rende sempre più versatili.
Riusciamo a cambiare il nostro carattere, il nostro stile di vita, perfezioniamo sempre di più il nostro modo di fare. Continuiamo e continuiamo, puntata dopo puntata, minuto dopo minuto, finché una parte dei personaggi che abbiamo imparato a conoscere diventa parte integrante di noi.
  I più capaci riescono addirittura a vedere quello stile di vita nelle altre persone, riuscendo così ad anticipare i gesti e i pensieri di quest’ultimi.

Se sai come pensa una persona sai anche cosa farà e come agirà davanti ad una determinata situazione. E se sai già come agirà sei preparato. E se sei preparato puoi avere un controllo maggiore sugli eventi che la vita ti presenta.

La storia inizia.
la storia finisce.
Ed una volta finito l’unica cosa che ti viene da dire è “waaaaaaaaaau”.
  Rimanete increduli, vi sembra strano che sia tutto finito, vorreste ancora vivere altre avventure con quel personaggio, vorreste ancora essere lui, sperate in una seconda parte, poi in una terza, poi in una quarta, poi in una quinta, vorreste che fosse eterno ma, ahimè, così non è.
  Fortunatamente esempi di storie buone ce ne so a bizzeffe.


Film
In Time, Inception, The Prestige, Matrix, Avatar, Hunger Games, I Guardiani Della Galassia, The Wolf of Wall Street, Leon, 9 (2009), Paul, The Gentlemen, L’uomo che venne dalla terra, Fight Club, Arancia Meccanica, Il Labirinto Del Fauno, Bastardi Senza Gloria, Interstellar, Blade Runner, Sopravvissuto - The Martian, Revenant, Un Ponte Per Terabithia, Zeta, Il ritorno del Monnezza


Serie tv
The Boys, Black Mirror, Electric Dreams, American Gods, Treadstone, Good Omens, Messaggi da Elsewhere (divina nonchalance), Blood & Oil, The Expanse, La Regina Degli Scacchi, Carnival Row, MacGyver, Doctor Who, Mr Robot (STAGIONE 1), Bojack Horseman, Disincanto, The Midnight Gospel, Futurama, Rick e Morti, Final Space, Sex Education


Anime
Death Parade, Steins;Gate, Death Note, No Game No Life, Evangelio, Ghost In The Shell, Trigun, Black Rock Shooter, Psycho-Pass, Fullmetal Alchemist, Beastars, Code Geass, Angel Beats!, Toradora!, Kakegurui, Hunter x Hunter, Shaman King, The Future Diary


Film animati
Shark Tale, Danny Gatto Superstar, Shrek, Dragon Trainer, Cattivissimo Me, Kung Fu Panda, The Night Before Christmas, Il Gigante Di Ferro, Chi Ha Incastrato Roger Rabbit, Ralph Spaccatutto, Il re leone, Robots, Wall-E, Coraline, Hotel Transylvania, Piovono Polpette, Ribelle - The Brave, Madagascar, Spirit – Cavallo Selvaggio, Rango, Lorax, Monsters & Co., pirati briganti da strapazzo, Spider-Man Into The Spider-Verse, I Mitchell Contro Le Macchine, Ponyo sulla scogliera, Rio, Epic, Spie sotto copertura, Frozen, La Città Incantata, Il Piccolo Principe, La Gang Del Bosco, Giù Per Il Tubo


Cartoni Animati
Regular Show, Teen Titans (SENZA GO), Martin Mystere, Dragon Trainer, Trollhunters: L'ascesa dei Titani, Baby Looney Tunes, Rekkit Rabbit, Phineas e Ferb, Marco e Star contro le forze del male, Robot Boy, Billy e Mandy, MegaMan, Wakfu, Code Lyoko, Jimmy Neutron - Ragazzo prodigio, A casa dei Loud, Skylanders Academy, Dexter, kororo, Magica Doremì, My Little Pony, Totally Spies, Leone il cane fifone, Mucca e pollo, Gumball, Adventure Tim, Kids Next Door, Megas xlr, Ed Ed Eddy, Gli amici immaginari di casa Foster, Steven Universe.

È questi sono solo alcuni…
Prima di andare oltre ci terrei a dire due parole sugli anime.
So che alcuni di voi pensano che gli anime e i cartoni siano la stessa cosa ma non è così.
  Se dovessimo usare i bollini per classificare i cartoni, potremmo dire che tutti i cartoni sono bollino verde perché sono adatti ai bambini, gli anime invece possono essere bollino verde, bollino arancione o bollino rosso.
Gli anime a differenza dei cartoni sono più elaborati e complessi, alcuni sono adatti a tutti ad esempio Hunter x Hunter o Toradora, altri invece sono ESTREMAMENTE SCONSIGLIATI PER UN PUBLICO GIOVANE, sono più adatti ai ragazzi o agli adulti come ad esempio Death Parade, Steins;Gate o Psycho-Pass, soprattutto Psycho-Pass.
  Gli anime col bollino arancione o col bollino rosso devono essere trattati come delle serie tv, ciò significa che possono essere traumatici per i bambini ma fondamentali per la crescita di un’adolescente o l’aumento di maturità di un adulto.

Infine ci sono loro, le storie marce, rovina dell’umanità e deleterie nel tempo, sono le peggiori, sono subdole, cattive, non sottovalutatele MAI.
  Vi ho già spiegato come i primi film animati che avevano come protagonisti i principi e le principesse hanno rovinato intere generazioni, bene, questi film possono essere classificati in questa categoria.
  Queste storie possono essere belle graficamente e possono piacere a livello narrativo, possono attirare molti bambini e passano inosservate sotto agli occhi degli adulti poco attenti, il marcio si racchiude negli insegnamenti che portano ma, fortunatamente nel 2021 storie così sono ormai scomparse, o quasi… Emoji, Teen Titans go. la maggior parte dei film horror, The Raid.
La situazione cambia leggermente quando si parla di storie personali.
  Le storie personali possono essere normali come quando si parla di eventi poco rilevanti, possono essere belle come quando si parla di eventi intriganti, che ti insegnano cosa fare quando accade una determinata cosa; o possono essere delle storie marce ma, in questo caso, voi sapete dov’è il marcio e sapete anche perché è marcio quindi invece di dare a vostro figlio un insegnamento sbagliato come se fosse qualcosa di “normale”, “di giusto”, dategli un insegnamento sbagliato dicendogli che è sbagliato e dicendogli il perché è sbagliato. Anche se questo tipo di storie se fossi in voi, per adesso, le eviterei, è ancora troppo, troppo, troppo, troppo presto.
Per adesso pensate solo a rendere i vostri figli felici e a dargli le giuste basi, poi quando cresceranno e saranno dei ragazzi gli illustrerete un po’ di vita vera attraverso le vostre storie e le vostre esperienze, tempo al tempo cari genitori, tempo al tempo.

Le storie già scritte semplificano di molto il lavoro di un genitore perché oltre a dare un enorme contributo alla crescita formativa di un bambino, riescono anche a far trovare al fanciullo il suo punto di riferimento, il suo esempio di vita, colui dal quale prenderà ispirazione per il resto della sua vita, prendete ad ‘esempio me.
  Il mio punto di riferimento da bambino era lui, il mitico, unico è fantasmagorico Bugs Bunny, si avete capito bene, Bugs Bunny. Avete presente il coniglio bianco e grigio della Warner Bros? Ecco, proprio lui.
È un personaggio a cui non manca niente, ma proprio niente, è perfetto, ha tutto.
  È bello, intelligente, maturo, popolare, acculturato, astuto, realista, in gamba, generoso, sempre sereno, pieno di autostima, senza pregiudizio verso il prossimo e senza ansie o problemi anzi, è sempre pronto a risolvere i problemi degli altri col suo tocco unico, ed è perennemente un passo avanti a tutti.
  Ce poco da fare, Bugs Bunny si trova ad un altro livello rispetto a qualunque altro personaggio mai creato fino ad ora, è superiore, è un dato di fatto, è così superiore che non ha neanche la necessità di farlo sapere agli altri, perché gli altri già lo sanno e lui sa che gli altri sanno. E poi quella sua battuta "Ehm… Che succede, amico?", ma quanto l’adoro.
  Ancora prima di farla, lui già sa cos’è successo e già sa anche la risposta, chiede cosa succede solo per educazione, giusto perché deve, altrimenti può sembrare brutto, capì.
  Pensate, è l’unico personaggio dei cartoni animati che non si limita a “fare il cartone animato”, no, lui è un personaggio vivo, reale. Ad ogni puntata e lui che decide come recitare. Prima di entrare in scena Bugs Bunny si rilassa leggendo il copione e la sceneggiatura della puntata. E non sono io a dirlo, ma è proprio lui che ci tiene a farcelo sapere a noi spettatori.

 “Alcune persone mi chiamano arrogante e sfacciato, ma in realtà sono solo sicuro di me. Sono disinvolto, imperturbabile, contemplativo. Faccio il figo, ma posso scaldarmi sotto il colletto. E soprattutto sono molto "consapevole". So bene che sto comparendo in un cartone animato.... E a volte mastico la mia carota per lo stesso motivo per cui un comico in piedi mastica il suo sigaro. Mi salva dal correre troppo veloce dall'ultima battuta alla successiva. E a volte non agisco, reagisco. E considero sempre la gara con i miei inseguitori come "gioco e divertimento". Quando per un momento sembro messo all'angolo o in grave pericolo e urlo, non lasciarti ingannare - in realtà è una grande messinscena. Ammettiamolo, Doc. Ho letto la sceneggiatura e so già come andrà a finire.”

(Bob Clampett su Bugs, scritto in prima persona)

Crescendo ho provato ad imitare Bugs Bunny in tutto e per tutto. Il mio carattere, il mio modo di fare, il mio stile di vita, il mio essere è stato condizionato pesantemente e positivamente da questo personaggio dei cartoni animati, e devo dirvi che sono proprio soddisfatto del risultato finale.   
  Se oggi sono quel che sono devo dire grazie anche a quel coniglio bianco e  grigio che un giorno, così, all’improvviso, senza invito, come se nulla fosse, si è presentato nella mia TV dicendomi "Ehm… Che succede, amico?" ed il me bambino ero tipo “ma sta parlando con me?”, fu amore a prima vista, fu stupendo...
  Forse, e dico forse, se vi fermate un attimo a riflettere sulla vostra infanzia  anche voi potreste trovare il vostro Bugs Bunny, ed una volta trovato forse, e dico forse potrete capire il perché siete ciò che siete e perché avete fatto ciò che avete fatto. O mi sto sbagliando Doc.? Dai dimmi la verità, come sto andando?...
  Il bello delle storie già scritte è questo, ti cambiano la vita in maniera radicale, è tu nemmeno te ne accorgi.
  Le storie personali invece sono tutt’altro paio di maniche. Come raccontare una storia

Le storie personali, diversamente dalle storie già scritte, sono rivolte ad un pubblico ben preciso. Sei tu che decidi cosa raccontare, a chi raccontarlo, e come raccontarlo. Sei libero di omettere o aggiungere dettagli, puoi decidere di narrare la storia nella sua più totale completezza o raccontare solo una parte di essa. Sei tu a decidere tutto, nessuno ti impone niente, puoi rendere lo stesso racconto diverso ogni volta, più bello, più brutto, chi sa… tutto dipende da te, ce solo una cosa a cui devi dar conto, l’età del pubblico.
In linea generale esistono 3 fasce d’età, quella dei bambini, quella dei ragazzi e quella degli adulti.

Con gli adulti non ce molto da dire.
In teoria un adulto è maturo, istruito, capisce ciò che gli dici quindi è facile raccontargli una storia, lo stesso vale per i ragazzi.
  Anche loro sono maturi, istruiti, e quindi riescono a capire una storia quando gliela spieghi, poi che ti ascoltino o meno, quello è un altro discorso.

E infine ci sono i bambini.
  Quando ci sono loro come pubblico, raccontare una storia non è più un semplice susseguirsi di frasi no… raccontare una storia diventa una cosa complessa. Una storia può essere vista come un allenamento mentale (si allena la fantasia e la memoria), come un modo per creare o affinare il subconscio (Capisci in maniera inconscia, inconsapevole, i tuoi desideri), c'è chi definisce la creazione delle storie per bambini una vera e propria forma d’arte.
  Ecco come una cosa così semplice e quasi scontata si trasforma in una cosa complicata, ma tranquilli cari genitore, ho qualche consiglio anche su come creare una storia per bambini; vi avverto, non sarà semplice, ma allenandovi giorno dopo giorno riuscirete a migliorare sempre di più e senza accorgervene riuscirete a raccontare una storia come si deve.
  Per raccontare una bella storia si devono rispettare alcune piccole e semplici regole. Se riuscirete nell’intento sarete in grado di far capire a vostro figlio dei concetti abbastanza complessi, con una semplicità disarmante, bello vero ?
Supponiamo che vogliate raccontare una storia a vostro figlio, una storia che narra del vostro primissimo giorno di scuola.
Normalmente il racconto finirebbe in poco tempo perché non c'è molto da dire e, dopo un breve dialogo sul primo giorno di scuola tra noi e chi ci ascolta, il discorso si sposterebbe su altri argomenti, ed è già qui che possiamo notare le prime differenze.

(Primo obiettivo, nome in codice: Calamita)
Il primo obiettivo quando si racconta una storia ad un bambino è attirare la sua attenzione.
  Loro sono affascinati dal mondo, hanno voglia di scoprire tutto ciò che c'è da scoprire, perciò si distraggono di continuo, farli rimanere concentrati ad ascoltare una storia è cosa difficile, anzi, e impossibile, per questo dovete riuscire a rendere le storie dinamiche, fateli partecipare alla creazione dei personaggi o dei luoghi, alla scelta degli eventi, fate viaggiare la loro fantasia e assecondate le loro scelte folli; se decidono che i porci volano, nella storia i porci volano, ci troviamo in una storia e per quanto una storia possa essere BASATA SU FATTI REALI, rimane pur sempre una storia.
  Un dialogo breve e l’opposto di tutto ciò, non è la scelta migliore, non è molto efficace.
Fate nascere in lui la voglia di sapere come va a finire la storia, arrivate al punto in cui lui vuole saperne di più, sempre di più, deve desiderare la fine della storia ma allo stesso tempo deve sperare che non finisca mai.
Affascinatelo, Incuriositelo.
  Non partite subito col vostro primo giorno di scuola, ma arrivateci piano piano, andate con calma.
  Iniziate parlando di un bambino di nome , “qui volendo potreste inserire il vostro nome, così vostro figlio subito collegherà ciò che accada nella storia a voi”, ad esempio…
Un bambino di nome Antonio, vive in una foresta, si avete capito bene, IN UNA FORESTA, è una cosa folle e affascinante allo stesso tempo.
  Solo da questo semplicissimo evento si possono aprire un’infinità di strade, la fantasia può viaggiare come le pare, vostro figlio può pensare a domande del tipo:
“Ma questo bambino abita da solo?”
“Come fa a nutrirsi?”
“Con cosa gioca?”
“E i suoi genitori dove sono?”
“Se lui vive nella foresta, significa che le altre persone vivono in città?”
“Ma esistono delle città in questo mondo? E se la risposta è sì, come sono fatte? Con cosa sono state costruite?”
“Se questo bambino vive in una foresta può essere che come animale domestico ha una scimmia, un lupo, un orso…”
“Ma le persone come fanno a praticare la scherma / il nuoto / il tennis / il calcio…”
“Ma esistono sport diverso dai nostri?”

Potrei continuare così per altre 3 pagine…
E direi che in 2 secondi siete riusciti a completare il primo obiettivo.
OVVIAMENTE, se non siete bravi a creare storie dal nulla, prima di raccontare questa storia a vostro figlio pensate a tutte le possibili domande, e a tutte le possibili risposte.

(Secondo obiettivo, nome in codice: Mano divina)
Ora dovete passare al secondo obiettivo.
  Dopo aver attirato la loro attenzione iniziate la creazione del vostro mondo fantastico e del vostro protagonista.
  Ci troviamo in una foresta priva di cemento. Tutti gli edifici sono fatti interamente di legno, ma mica stiamo parlando di un legno normale, noooo.
  Stiamo parlando di un legno magico, capace di rendere le case fresche d'estate e calde d’inverno ma non è finita qui. Tutto, ma proprio tutto viene costruito sui robusti rami degli alberi.
  Le persone riescono facilmente a spostarsi grazie a dei ponti sospesi in aria che collegano tutti gli edifici tra di loro, ma non solo gli unici, anche gli animali più pacifici sono liberi di scorrazzare tra le strade delle varie città sospese, nome che deriva dal fatto che in questa foresta niente tocca terra, piazze, parchi, sale giochi, luna-park, negozi di moda, supermarket, cinema, biblioteche tutto, ma proprio tutto è sospeso da numerose liane avvolte attorno ai vari alberi presenti nella foresta.

Dopo essere riusciti ad attirare l’attenzione di nostro figlio e aver acceso la sua curiosità, manca solo creare un evento che nasconda ciò che veramente vogliamo dire.

(Terzo obiettivo, nome in codice: Il messaggio)
L’obiettivo che abbiamo è far capire ad un bambino che la scuola è bella quindi.
  Abbiamo come protagonista un bambino che vive nella foresta, un luogo magico, tranquillo, confortevole, libero, dove gli animali e gli esseri umani vivono in comunità. Le città sono sospese in aria e ci sono edifici di qualunque tipo e tra questi edifici ci sono anche le scuole.
  In questo mondo tutti possiedono le stesse conoscenze basi.
  Conoscenze sui vari tipi di pianta, sulla coltivazione, sulla difesa personale, sui vari settori della foresta, sugli animali, sui loro linguaggi, perché si, in questo mondo gli esseri umani hanno dedicato il loro tempo allo studio della lingua animale riuscendo così a poter parlare con tutte le razze di ogni tipo, E PER RAZZE INTENDO RAZZE ANIMALI, VERI E PROPRI ANIMALI, e molto altro ancora, e per poter imparare ciò basta semplicemente andare a scuola.
  Le scuole sono un luogo diverso da tutti gli altri.
  Sono edifici dedicati all’insegnamento della teoria e della pratica, ma la loro particolarità più grande è la loro struttura organizzativa.
  Le scuole sono strutturate a livelli e in ogni livello ci sono sempre cose nuove da scoprire, come ad ‘esempio dei giardini pieni di piante strane da poter studiare, laboratori pieni di ampolle e alambicchi dove allievi maghi si perfezionano nella creazione della magia, e ogni volta che si sale di livello si sblocca una nuova stanza piena di oggetti mai visti prima.
  All’interno di queste varie stanze ci sono i prof, esseri umani o animali, esperti in una determinata materia. Loro hanno il compito di spiegare ai bambini come riuscire a fare tutte quelle cose strane che si vedono fare agli adulti ogni giorno.
  Quando arrivò l’ora che Antonio iniziasse ad andare a scuola, l’adrenalina nel nostro protagonista salì alle stelle, era quasi palpabile.
  I genitori di Antonio, “Qui volendo potete mettere i nomi dei vostri genitori”, sapevano che tutto ciò era normale e lo provarono a farlo rilassare, ma non ci fu niente da fare, Antonio passò la notte in bianco.
Mentre si dondolava sulla sua amaca, immerso nei suoi pensieri, ragionava su cosa si provasse ad andare a scuola, pensò anche a come i suoi futuri compagni di classe stavano trascorrendo la notte.
  “Chissà se anche loro stanno svegli a pensare le stesse cose che penso io…”
  “Chissà se mi piaceranno i miei amici di classe…”
  “Chissà se mi piacerà il mio compagno di banco…” pensava Antonio tra sé e sé.
La notte passò in poco tempo, tra un pensiero e l’altro si fece mattina, era arrivata l’ora di andare a scuola…
  Eccetera …
  Eccetera …
  Eccetera …
Ora sta a voi continuare.
È arrivato il momento di raccontare il vostro primo giorno di scuola a vostro figlio, ed una volta finito il racconto, se ce ancora tempo spiegategli anche com’è fatta la scuola nella vita reale facendo riferimenti alla scuola della storia, una cosa del tipo: “Anche la scuola dove andrai tu è fatta a livelli, asilo elementari, medie, superiori… ed ogni volta che si sale di livello ci sono nuove missioni e scelte da fare. Se si sceglie di fare la stessa scuola dei maghi si sbloccano i laboratori di chimica.
  Se si sceglie di fare la stessa scuola degli architetti, quelli che hanno creato le città sospese si sblocca il laboratorio di disegno geometrico.” È così via
 
Ovviamente questo e solo un esempio. Personalmente mi piacciono molto gli animali e la natura, per questo ho deciso di creare questo mondo in una foresta però, se sapete che a vostro figlio piace tanto il mare, i coralli, i pesciolini, la sabbia, le sirene e tutte queste cose qui io vi consiglierei di optare per un mondo all’Atlantide, dove ad esempio gli architetti che hanno creato le città sospese si trasformano negli architetti che hanno creato le città sottomarine.


Adattate la storia e i personaggi in base alle passioni di vostro figlio, così sarà più facile attirare la sua attenzione.
  Se vostro figlio vi fa delle domande del tipo “Ma come sono riusciti a capire ciò che dicono gli animali?”, non limitatevi a rispondere con frasi brevi del tipo “Con lo studio”, usate la fantasia, rispondetelo in modo dettagliato ma non siate troppo dettagliati altrimenti c'è il rischio che si annoi, una cosa del tipo “Ci sono riusciti grazie ad uno scienziato, il dottor Marks. Questo dottore fin da piccolo era un grande amante degli animali e i genitori, sapendo ciò, gli regalarono al suo diciottesimo compleanno un cane.
  Marks amò quel cane con tutto il suo cuore ma era infelice, non riusciva a capire cosa significassero tutti quei versi da cane (abbaiare) ed un giorno, stanco di ciò, decise di studiare le onde sonore dei cani, dopo poco notò che il suo cane emetteva sempre lo stesso verso quando aveva fame e, verso dopo verso è riuscito a realizzare il suo sogno”, volendo si può continuare col dire cose del tipo il come tali studi sono stati utilizzati per capire anche cosa dicono gli altri animali, e chi sa; può essere che vostro figlio, essendo stato ispirato da questa storia, un domani diventerà l’ideatore di un traduttore per animali, un dispositivo strano, bizzarro, quasi irreale, vero, è irreale quanto un dispositivo denominato telefono capace di trasformare la corrente in parole.
  Siamo arrivati sulla luna, vuoi vedere che con un po’ di anni di studio non riusciamo a tradurre ciò che dicono gli animali…
Se invece vostro figlio non vi fa delle domande siate voi a renderlo partecipe con frasi del tipo “Che ne dici, che nome gli diamo alla città sospese dove abita Antonio?” o “Come lo chiamiamo il cane di Marks? “.
  E cosa più importante, dopo tutta la fatica fatta per creare questo mondo non pensate di distruggere tutto in uno schiocco di dita come Thanos, assolutamente no.
  Questo mondo è appena nato, il vostro personaggio può ancora vivere un sacco di avventure rendete “Antonio” parte integrante della vita di vostro figlio.
  Ad esempio, come fate a spiegare la struttura ed il funzionamento delle colonne portanti all’interno di un edificio ad un bambino, pensateci un attimo... Ok pensato? Ora vi dico come avrei fatto io.
  Io avrei raccontato a mio figlio che esistono vari tipi di liane; liane più grandi, più piccole, più belle, più grezze, ogni liana ha un tipo di intreccio, così da essere più o meno solida; gli racconterei che tagliando determinate liane, chiamate liane portanti, la citta sospesa e i ponti cadrebbero.
  Gli racconterei che nel tempo il modo in cui si costruivano le liane è cambiato, gli spiegherei il perché è cambiato.
  Facendo così gli spiegherei in maniera velata concetti come l’evoluzione, il cambiamento, l’esigenza, introducendolo anche al mondo della storia.
Dopo tutto ciò diventa estremamente facile spiegargli cosa sono le colonne portati di un edificio e il loro funzionamento, basta dirgli che le colonne portanti degli edifici sono come le liane portanti che sostengono le città e i ponti di “Nome della città sospesa”.
  Oltre a dargli un po’ di cultura, quando sarà, se sarà, gli farete fare un figurone in classe.
  Sarà forse l’unico bambino in tutta la scuola che saprà cosa sono le colonne portanti ancora prima che la prof le spieghi.
  Fidatevi un bel 9 ed il rispetto della prof non glielo leva nessuno.
  Ci tengo a dire che avere il rispetto della prof non significa essere il suo cocco.
Si diventa cocchi della prof se si è lecchini, no se si risponde ad una domanda che gli altri non sanno. Le due cose sono completameeeeennnte diverse.

Ora sapete come raccontare una storia, anzi, una buona storia, quindi sedetevi sulla poltrona o sul divano o ancora meglio, avventuratevi con vostro figlio in una passeggiata verso posti verdi pieni di natura e con poco inquinamento e mentre passeggiate o vi rilassate comodamente seduti, raccontategli qualche storia, e perché no, durante il racconto sgranocchiatevi una carota, gustatevi un gelato, preparate un bel cornetto caldo pieno di nutella e accompagnatelo con un bel bicchiere di latte o di tè, insomma, trovate un modo per ricordare a voi stessi di non correre, prendetevi il giusto tempo per ogni cosa, che sia una storia, che sia un colloquio di lavoro, che sia la preparazione di una pietanza, andate con calma, rilassatevi, state tranquilli.
  Ogni giorno passiamo ore ad oziare senza far nulla e Facebook, Instagram, WhatsApp, YouTube ci hanno facilitato le cose, e questo vale sia per gli adulti che per i bambini.
  Siamo tutti alla ricerca di un modo per impegnare il tempo, e lo facciamo perché di tempo ne abbiamo, fidatevi.
Sfortunatamente però ci sono persone che ti tempo non ne hanno molto, è vero Umbè… tu è quelle due dita di vino bianco andavate a nozze, con quella scusa te ne sei svuotate di bottiglie.
  Bevevi e ti rilassavi aspettando che la morte arrivasse, lo sapevi che era solo questione di tempo, lo sapevi perché già eri riuscito a scappare da lei in più di un’occasione e be…
Quando riesci a concludere una fuga di questa portata, tutto il tempo che hai guadagnato è tutto tempo in più, lo sapevi benissimo, ed è per questo che odiavi i perdi tempo, sapevi che la vita era una e tu puoi vantarti di averla vissuta come cazzo si deve.
  Hai fatto di tutto e di più e lo facevi sempre al massimo, a volte anche fin troppo al massimo, ed io e te sappiamo di cosa sto parlando.
  A me piace pensare che tutti abbiamo un timer al polso come in In Time, e quando questo timer arriva a 00:00:00:00:00:00 è finita, finisce tutto, ma per te questa regola non valeva.
  Tu figlio di puttana sei riuscito a farlo continuare, hai guadagnato mesi di vita facendo continuare quel timer come se nulla fosse, i numeri positivi una volta arrivati a 0 continuavano a scorrere trasformandosi in numeri negativi, ma a te non te ne fregava un cazzo.
  Grazie al tuo carattere e ad un pizzico di fortuna sei riuscito a battere la morte, sei stato un grande, hai visto cosa c’era dall’altra parte, ti sei andato a fare un giretto e poi sei tornato qui, mi sa che non ti andava di fare quella lunga fila, pareva la posta il primo del mese.
  Ti giuro che quando sarà la mia ora ti vengo a trovare, quante cose ti devo raccontare, ci sediamo e ci mettiamo comodi a bere due dita di vino, solo 2 però… come al solito. Offro io però. E quando abbiamo finito di bere ti saluto e me ne ritorno di qua come hai fatto tu, tanto gira e rigira ci becchiamo sempre li.
  Grazie Umberto, per tutto. I giochi

Se è vero che le storie sono fondamentali per allenare la mente, è altrettanto vero che i giochi sono fondamentali per allenare il fisico, i riflessi, l’istinto, la reattività, ma anche la furbizia, l’astuzia, l’ingegno.

Una buona mente può fare molto ma una buona mente con un buon corpo può fare quasi tutto.

I giochi sono qualcosa di fondamentale per la vita di tutti i giorni, e questo vale sia per i bambini che per gli adulti.
  Grazie ad essi riusciamo ad alleviare lo stress, la fatica, l’ansia, produciamo endorfina, anche detti ormone della felicità, ci teniamo in forma, conosciamo nuove persone, come quando si scendeva il sabato sera alla ricerca del divertimento, insomma, i giochi non dovrebbero mai mancare durante la nostra vita, dall’inizio alla fine, ma ahimè non tutti la pensano così.
  È luogo comune dire che il mondo dei giochi sia destinato solo ai bambini, sapete com’è… noi adulti abbiamo fatto il nostro tempo, adesso siamo diventati maturi e siamo pieni di impegni a cui dobbiamo adempiere, non c'è tempo per i giochi… SBAGLIATO.
  Mi sono sempre chiesto come facciano certe persone a credere in concetti così stupidi, ignoranti ed insensati. Ma cosa ancora più grave, ma com’è possibile che queste persone non si rendano conto dell’illogicità di tali concetti?
  Credo che questo sia uno dei luoghi comuni che più odio tra tutti, anzi, sicuramente si trova fra i primi 10.
  Un giorno di questi mi sa che mi metto e butto giù una classifica; si, idea mi piace, mi sa proprio che lo farò, ma comunque…
  Come vale per le storie, anche dietro ai giochi esistono interi universi.
  Ogni volta che si gioca a qualcosa la nostra mente cambia, si trasforma, entra in modalità game.
  Usiamo tutta la nostra concentrazione per un unico obiettivo, la mente inizia a dare tutta sé stessa per vincere la partita, soprattutto quando sai che dopo aver vinto ti aspetta una meravigliosa ricompensa, in realtà anche avere la soddisfazione di aver vinto contro una determinata persona può essere visto come un premio, non materiale, vero, ma pur sempre è un premio, dico bene Giulia?... arriverà il giorno in cui ti batterò come se niente fosse, e solo questione di tempo, e noi di tempo ne abbiamo…
  Di giochi ne esistono tantissimi, fin troppi per giocarli tutti in un'unica vita ma, per rendere le cose più semplici a tutti, possiamo dire che tutti i giochi del mondo si possono riassumere in 3 categorie.


(Prima categoria, Giochi Sportivi)

I giochi sportivi sono utili per migliorare le prestazioni fisiche come ad esempio la velocità di reazione o la velocità di movimento (Corsa), la resistenza (Per quanto tempo riesci a svolgere quella determinata attività/esercizio/partita), la forza, l’equilibrio, l’agilità.
  Ci permette di imparare a gestire la respirazione, il battito cardiaco, le traiettorie. Giocare a questi giochi è un’esperienza formativa a 360°.
Di questa categoria fanno parte tutti i giochi che richiedono uno sforzo fisico, il nuoto, il calcio, il rugby, l’atletica, il basket, la scherma, la pallavolo ma anche nascondino, pelota, 31, 123 stella, guardia e ladri.

 
(Seconda categoria, Giochi Di Logica)

I giochi di logica sono utili per migliorare la capacità e la velocità di ragionamento.
Di questa categoria fanno parte…
  I giochi da tavolo come Risiko, Cluedo, Scarabeo, Monopoly, Indovina chi ?, Jumanji, Jenga.
  I giochi di carte come Lupus In Fabulas (anche detto lupo mannaro), Uno, Scopa, Burraco, Yu Gi Oh!, Magic, Exploding Kittens, Here To Slay, Taboo.
  Le costruzioni, ed in fine i miei giochi preferiti, i giochi di ruolo.
  Questi giochi sono estremamente complessi, ci vogliono delle ore per creare i personaggi, l’ambientazione, la storia.
  Una partita può arrivare anche a durare anni. Call of Cthulhu e Dungeons & Dragons sono gli esempi più eclatanti.


(Terza categoria, Videogiochi)

In fine ci sono i videogiochi. Alcuni genitori pensano che i videogiochi siano qualcosa di “brutto”, qualcosa di dannoso, di nocivo per i loro figli, altri pensano che siano una perdita di tempo, un motivo di distrazione, si vede che non hanno mai letto un libro.
  È vero che i videogiochi sono motivo di distrazione, ma anche un libro, un film appena uscito, una serie tv da completare, lo sport, la palestra, Instagram, YouTube, WhatsApp, un genitore che passa l’aspirapolvere per casa o tuo fratello che sta a telefono con i suoi compagni, la signora del piano di sopra che mette la musica, la fidanzata, il fidanzato, l’amico, l’amica che ti chiedono di uscire a fare due passi per stare un po’ assieme, le varie macchine che passano per strada, alcuni bisogni fisiologici come la fame, la sete, sono tutte fonti di distrazione, ogni cosa può diventare una distrazione.
  Ed è anche vero, i videogiochi possono mostrare scene violente, possono parlare di argomenti forti, possono anche essere estremamente espliciti, ma questo non significa che siano dannosi o nocivi.
 
"il 53° accaduto italiano in Afghanistan dal 2004 ed elogiano il gesto eroico di un bambino di 11 anni, sarebbe stato lui secondo gli insorti a lanciare la granata."
"questa persona aveva una discreta esperienza con i muratori e quindi ha costruito un muro, ha preso il cadavere e lo ha messo in un sacco e poi lo ha occultato in questo muro nella sua abitazione."
"Stefano Cucchi è morto di fame e di sete il 22 ottobre del 2009 per colpa dei medici che lo hanno abbandonato, non c'è stato nessun pestaggio nelle celle del tribunale di Roma in attesa dell'udienza della Corte D'Assise quando Stefano è entrato con gli occhi lividi e con un dolore acuto alla schiena."
"è stato trovato ancora allacciato al seggiolino sul sedile posteriore di questa Citroen grigia, l'aiuto del papà, quando le portiere vengono aperte, Luca a 2 anni non da più segni di vita."
Le altre continuano e non si smette di giocare, ridere, scherzare ma se non ci si ferma davanti al nulla, nemmeno di fronte alla morte, che vita è."
"quando li stanno torturando li fanno parlare con i familiari versandogli facendoli colare sulle spalle o sulla testa della plastica bollente."
"ecco gli effetti delle sostanze sprigionate dall'ordigno: ustioni fremiti."
"con Mosca che replica dimostrando che la zona sotto il controllo dei radar e imputando a Washington il mancato rispetto del trattato dell'84 che prevede il reciproco avvertimento in caso di test per evitare esplosioni nucleari."
"dove l'anziano vicino di casa ha abusato della bambina per 6 lunghi anni, tutte le volte che la madre vedova glielo affidava."
Jack La Furia Ninna Nanna

I telegiornali parlano ogni giorno di argomenti forti, è sono estremamente espliciti nel farlo.

“Amo i solitari, i diversi…
Quelli che non incontri mai.
Quelli persi, andati, spiritati, fottuti.
Quelli con l'anima in fiamme.”
Charles Bukowski  


“La verità è che gli immigrati tendono
ad essere più Americani delle persone nate qui.”
Chuck Palahniuk
“L'uomo di ingegno si riserva alcune
prerogative, ad esempio la scelta dei propri interlocutori.”
John Fante

“C'è pieno di gente che non è felice, ma certo
non si diventa più felici a fare infelici gli altri.”
Joe R. Lansdale


“Arriverà un giorno in cui ogni diversità non sarà tollerata, ma celebrata.
Quel giorno sarai orgoglioso di essere stato nel giusto.”
Rinaldo Sidoli


“Alcuni esseri umani pensa di essere i padroni del mondo quando invece non sono nient’altro che dei computer di metallo freddi, obsoleti e senz’anima”
Antonio Riccio


Gli scrittori scrivono di argomenti forti in maniera esplicita.

Mannarino: Arca Di Noè
Bandabardò: Se mi rilasso collasso
Marracash: Catatonica
Caparezza: GOODBYE MALINCONIA
Vasco rossi: Eh…già
Rancore: La macchina del tempo
Mezzosangue: System Error
Achille Lauro: Ragazzi Madre
Nitro: Una settimana d’addio
Jack la Furia: Ninna nanna
Luchè: O' Primmo Ammore
Madame: Clito
Måneskin - ZITTI E BUONI
Naska: Tu che ne sai
Zoda: PARANOIA
Ernia: Neve
Izi: Pizzicato
Duo bucolico: Tempi D’oro
Fred Buscaglione: Che notte
Stefano Rosso: Una Storia disonesta
I cantanti cantano di argomenti forti in maniera esplicita.


Messaggi da Elsewhere
Bastardi Senza Gloria
Il Gigante Di Ferro
Ghost In The Shell
Bojack Horseman
Death Parade
Steins;Gate
Fight Club
Leon
365

I film, le serie TV, i cartoni, gli anime parlano e mostrano scene su argomenti forti in maniera esplicita.

La vita stessa è forte, crudele ed esplicita, quindi… perché accanirsi contro i videogiochi? Perché privare al proprio figlio la possibilità di giocare? Piuttosto accanitevi sui libri, sui film, sulle serie Tv, e perché no, arrivati a questo punto direi… accanitevi anche contro la vita stessa, che sicuramente è una delle cose più tossiche, nocive, perfide e meravigliose del mondo.
  Se il vostro obiettivo è tenere vostro figlio “al sicuro”, in un ambiente “protetto”, lontano da ogni possibile pericolo e pensate che i videogiochi siano pericolosi be… dovreste private vostro figlio di tutto, a no, non potete, ovvio che non potete! ci mancherebbe altro…
Tutto a questo mondo può risultare poco sicuro, il semplice fidanzarsi può risultare poco sicuro, ma anche mandare il proprio figlio a scuola può essere poco sicuro, non si sa mai chi può incontrare strada facendo o anche in classe.
  I videogiochi non sono un pericolo o una minaccia anzi, ci permettono di divertirci, di distrarci, di stare con i nostri amici, anche se a distanza, ci affinano i riflessi, la mente, ci insegnano in maniera pratica cos’è un obiettivo, cos’è lo spirito di competizione, cos’è il gioco di squadra, stimolano la capacità di osservazione, la pazienza, l’ascolto, ci fanno produrre adrenalina, endorfina; perché la verità è che, i videogiochi sono delle STORIE che ci danno accesso ad altri mondi, dove tu puoi DECIDERE le azioni del tuo personaggio, ma sono anche delle serie Tv con una trama in continua evoluzione, piene di colpi di scena, di cose strane, curiose, bizzarre, insomma, i videogiochi sono il risultato di anni e anni di ricerca che hanno portato a produrre qualcosa di unico al mondo. È un connubio tra tutto quello che ci piace.

E quindi dov’è il problema?

Se vostro figlio passa 10 ore tutti i giorni vicino ad una console trascurando tutto il resto, la colpa non è dei videogiochi, la colpa non è MAI dei videogiochi.
  Il problema, perché di problema si tratta, è che forse vostro figlio non ha stimoli al di fuori di quella console.
  Non ha un sogno, non ha un obiettivo, non ha uno sport da praticare, forse non ha neanche degli amici con cui uscire ed è per questo che si rinchiude il quelle storie, ma lo stesso vale per un ragazzo che passa tutto il suo tempo a leggere libri.
  “Che bravo ragazzo, passa tutto il giorno a leggere libri”, no, non è così, la frase dovrebbe essere, “Guarda com’è solo quel ragazzo, passa tutto il giorno a leggere libri senza mai uscire di casa” e lo stesso vale per chi gioca troppo.    
  “Per oggi basta giocare, già sei stato troppo tempo”, NO. Mai dire una frase così al proprio figlio, piuttosto ditegli una cosa del tipo “Dai per oggi basta giocare, ti va di fare qualcos’altro prima dell’ora di pranzo”, è sicuramnte più costruttivo, e se la risposta e no siate insistenti, convincetelo ad uscire, se sapete che gli piace qualcosa o credete che gli possa piacere qualcosa proponetegliela, fategli scoprire qualcosa che lui ancora non sa, qualcosa che lo possa appassionare, così da renderlo libero dalla sua stessa gabbia d’avorio.
  Fategli provare degli sport, portatelo in giro con voi e fategli esplorare il mondo o insegnategli nuovi giochi.
  Basta pensare a tutti i possibili giochi che si possono fare SOLO con i 2 mazzi di carte più famose al mondo, quelle napoletane e quelle francesi.

Asino (conosciuto anche come vecchia, vecia), Assassino, Bestia (Bestia a 4 carte, Bestia a 5 carte), Briscola (Marianna), Brillà, Busche, Centocinque, Cicera bigia, Cinque più cinque meno, Cucù, Dubito, Kilòro, Las Vegas, Luisetto, Prosciutto,  Mambassa, Marafone Beccacino (o anche Beccaccino, Maraffa, Marrafone, Maraffone, Trionfo), Mariglia, Mazzetti (conosciuto anche come monti), Nove, Peppa Tencia, Perlina (Fotografia), Petrangola, Pinnacola, Pipino (Diavoletto o Gigio o Tredici), Piripicchio, Rubamazzetto, Scala 40 (Machiavelli), Scartino, Scopa (Cirulla, Coronzina, Cricca, Scopa bugiarda, Scopone, Scopone scientifico, Spazzino, Asso piglia tutto), Scopri il commerciante, Scaraboción, Sette e mezzo, Sinco, Solitario, Spatola, Stoppa, Straccia camicia, Taglio, Tressette, e molti altri ancora.
  Quindi, cari genitori, sul serio, per piacere, non fate mai mancare a vostro figlio le storie e i giochi, sono fondamentali per la crescita e la vita di una persona, il loro futuro dipende da ciò, e non mi stancherò mai di dirlo.

I compagni di gioco

I giochi sono belli ma senza un amico con cui giocarci be… non sono il massimo.
  Quando si è piccoli, sfortunatamente, non si ha la possibilità di uscire di casa e di incontrarsi con i propri amici, ed è per questo motivo che si finisce col rimanere incollati vicino agli aggeggi elettronici per ore, ore e ore.
  I più fortunati hanno la possibilità di giocare con i figli dei vicini di casa o con i cugini, a patto che abbiano dei cugini che abitino vicino.
  I meno fortunati invece si ritrovano da soli senza qualcuno con cui relazionarsi, si perché alla fine di questo si tratta, di relazionarsi con qualcuno diverso da loro, ma con i loro stessi interessi.
  I genitori, o gli adulti in generale, possono stare al fianco di un bambino senza nessun problema. Possono giocare con lui, aiutarlo nello studio, aiutarlo con alcuni problemi o dubbi, ma i bambini, inconsciamente, sentono che manca qualcosa, ma cosa?
  Gli esseri umani sono come i lupi, sono una specie devota al branco.
  Ci siamo evoluti grazie al branco, abbiamo vinto numerose battaglie grazie al branco, abbiamo superato numerosi limiti sociali grazie al branco, tutti noi sentiamo la necessità di muoverci in branco perché sappiamo grazie al nostro pacchetto base, che se ci muoviamo da soli non riusciamo ad arrivare molto lontano.
  Sono in pochi quelli che riescono a vivere completamente da soli e sono ancora di meno quelli che sono contenti di vivere da soli perché la solitudine è qualcosa di innaturale, è una situazione che va contro natura ed è per questo che tutti noi cerchiamo di entrare o di creare dei gruppi composti da persone con caratteri, passioni, abitudini affini alle nostre, ed il bello è che ne siamo così tanti sulla faccia della terra che è matematicamente impossibile non riuscire a trovare persone affini a noi, ed è questo quello che manca ad un bambino.
  Anche i bambini, istintivamente, si mettono alla ricerca di un gruppo, ma loro  sono piccoli, hanno numerosi limiti dettati dall’età, ed uno di questi e proprio la possibilità di creare un gruppo.
  Molte famiglie, dopo aver dato vita al primo figlio, iniziano a pensare già al secondo.
  Si sa, “una compagnia al primo ci vuole”. Quante volte avete sentito una frase simile? tutto nasce proprio dalla necessità di non lasciare il proprio figlio senza una compagnia, senza un amico con cui parlare, giocare, fantasticare sugli argomenti più disparati o condividere dei pareri, dei dubbi, dei segreti…  cose del tipo, “ho rotto questa cosa, adesso come faccio a dirlo a mamma e papà senza che si arrabbino” o “non dire a mamma che mi sono mangiato l’ultima fetta di torta perché aveva detto che la voleva lei, se te lo chiedono dici che la torta era già finita ieri durante la festa”, quest’ultima cosa so che è una bugia e lo sa benissimo anche il bambino, ma per paura tutto è ammesso.
  Ora che ci penso, credo che, anzi, sono sicuro che la paura più grandi di un bambino sia quella di vedere un adulto che si arrabbia con lui, ancora peggio se questo adulto è un suo genitore.
  Tutto parte dall’istinto di sopravvivenza. Se qualcuno è più grande di te, più forte di te e più pericoloso di te, sicuramente non cerchi di farlo innervosire, soprattutto quando sai che se succede tu passerai un brutto quarto d’ora.
  Se sei un bambino e i tuoi genitori non sono maneschi, sai che sconterai una bella punizione che ti farà ricordare ciò che hai fatto, ma già vi ho detto cosa ne penso delle bugie e vi ho anche spiegato come comportarsi quando vostro figlio ve ne dice una quindi non mi dilungherò più di tanto.

P.S. Nel corso della stesura del manuale mi sono dimenticato di specificare, IN MANIERA DIRETTA, che le punizioni fisiche, le mani, gli schiaffi, i calci o qualunque altro gesto simile, fatto nei confronti di un bambino da parte di un genitore in maniera violenta, non porta a nessun risultato positivo.
  Un conto è fare la lotta per gioco ed un conto è picchiare un bambino per “punirlo”, se di punizione si può parlare.
  Questo tipo di “punizione”, non porta a nessuna miglioria ma provoca solo un forte odio ed una forte paura nel bambino nei confronti del genitore o, nei casi più gravi, una forte paura verso gli adulti, e questa non è una cosa molto sana.
  Gli errori capitano, gli oggetti si rompono, i giochi si rompono, quante volte è capitato proprio a voi di rompere qualcosa?  Un bicchiere, un piatto, una tazza, un telefono.
  Quante volte vi è capitato di sbagliare? sbagliare in una relazione, in un’amicizia, in un rapporto genitore figlio.
  La paura e il dolore non aiutano a sbagliare di meno o a rompere meno oggetti. Per fare meno errori occorre più maturità, più conoscenza. Per rompere meno cose occorrono dei buoni riflessi, una buona attenzione, un po’ di intelligenza e a volte anche un pizzico di fortuna.
  Se ci tenete a rendere i vostri figli migliori di ciò che già sono, se li volete veramente bene, mettete in pratica ciò che vi ho insegnato, e smettetela di usare le mani per risolvere i problemi.
I gatti, i cani, addirittura anche i maiali riescono a risolvere i loro problemi senza l’uso delle mani, o in questo caso, delle zampe.
  Noi possiamo essere meglio degli animali, noi siamo essere umani, siamo la specie più evoluta al mondo, siamo in grado di fare tutto ciò che ci pare, riusciamo a portare a termine qualunque obiettivo ci prefiggiamo, per quanto strano o assurdo possa essere.
  Ma quando vedo persone che provano a risolvere i loro problemi attraverso del male fisico... ecco, e lì, in quei precisi momenti che una parte del mio apparato celebrare, proprio quella parte del cervello che ha il compito di gestire e preservare la specie a cui appartengo, proprio quella parte lì, non so perché maaa… si va a far fottere.
  E mi ritrovo a pensare che forse, e dico forse, alcuni porci hanno più diritto alla vita di alcune umane, che in realtà di umano hanno poco. Veramente poco.


  Le Vacanze

Gli universi paralleli
Aaaaaa le vacanze…
L’essere umano, a parer mio, è sempre stato un essere molto strano.
Vive sognando altri mondi, altre dimensioni, altri universi; desidera così tanto scappare dal pianeta terra che ormai non si gode più nulla, vive in modo superficiale, sminuendo tutto ciò che gli sta attorno, “tutti fanno quella cosa, di che ti meravigli ?”, “e ovvio che hai fatto così, mica avevi un’altra scelta”, “ma cosa ti aspettavi scusa ?, ormai è risaputo”,  “anche se i voti a scuola vanno da 0 a 10 io sul registro tengo 11”, “mi fumo le canne dall’asilo, perché tu no ?”, “sì, dietro la mia schiena ho delle ali che mi permettono di volare e quindi ?”, “sono capace di camminare sull’acqua se tengo voglia, non mi sembra che sia una cosa strana”.
Questo pianeta ci offre un sacco di meraviglie, fin troppe.
Molte le abbiamo già scoperte, altre le abbiamo create noi, tante altre sono ancora da scoprire; e molte altre non saranno mai scoperte, ma una cosa è certa, tutti noi ignoriamo un semplice concetto che a me piace chiamare: “Teoria del multiverso terreno”
Credo che alcuni di voi abbiano sentito, anche per sbaglio, l’ipotesi del multiverso.
Tale ipotesi esiste da tempi immemorabili e per fortuna io c'ero la prima volta che Alky la condivise con la crew, sentite com’è andata.
Era un classico sabato sera. Io, Peppino l’arrotino, Alky, barbascura X, Bukowski ed il suo amico Jeff quel giorno eravamo andati a casa di Grace, una delle tante amiche di Charles e Jeff, per una degustazione di ottime piante. La loro amica, assieme a fratm Gregor Johann Mendel, aveva sperimentato una nuova fusione di piante al dir poco eccezionale.
La serata fu piacevolissima e la compagnia altrettanto. Il tempo volò come se nulla fosse. Tra una chiacchiera e l’altra si fece mattina e noi uscimmo da quella casa soddisfatti, felici e molto affamati.
Con una divina nonchalance ci recammo tutti al bar di tony, il muraglione 44 ed una volta lì; entrammo gloriosi come al nostro solito, fieri della nottata precedente.
Salutammo big tony ,il nostro barista romano di fiducia, con un cinque energico, seguito da un pugnetto tranquillo, ci sedemmo al nostro tavolo ed ordinammo una succulenta bistecca cotta al sangue e condita con pepe rosa, madooo che buona, si scioglieva in bocca.
Quella mattina si contavano circa 42 persone li dentro, madre che bordello, che caos, magnifico... mi sentivo come a casa.
Come al solito erano tutti divisi in gruppetti e come al solito tutti i presenti erano immersi in svariati discorsi, gli argomenti erano tra i più disparati, ci potevi trovare un po’ di tutto.
C’era chi fumava la pipa con tutta calma, ascoltando un tizio che esponeva una teorie campata in aria su una cosa strana e piccolissima che si trovana ovunque, mi sembra che la chiamasse atomo.
C’era chi, assieme al suo gruppetto cercava di comprendere il senso della vita è dare una risposta alle tante domande esistenziali che noi esseri umani ci poniamo da secoli.
C’era anche chi aveva imparato da un video trovato su YouTube come entrare in modalità full immersion, e quindi preferiva stare da solo in un angolino, a sorseggiare la sua birretta alla spina mentre scarabocchia concetti e teorie su un taccuino, filosofeggiando col suo amico immaginario, manco ci trovassimo in casa Foster.
Quella mattina io e i miei amici ci sentivamo sbagliati in quel bar, avevamo tutti è sei l’impressione di non dover stare lì, eravamo una stonatura li dentro. Tutti facevano i filosofi e discutevano di argomenti profondi e complessi che avrebbero cambiato le sorti della nostra evoluzione ed invece noi filosofeggiavamo su quanto fosse bona la carne di tony quella mattina.
Finimmo con calma la carne è ci rilassiamo 2 minuti senza dire nulla. Eravamo 42 persone il quel bar, c’era un casino assurdo, ma noi eravamo riusciti ad estraniarci da tutto ciò. Per noi c’era silenzio, puro silenzio, il nostro corpo era lì, seduto, ma la nostra anima, la nostra mente era altrove. Eravamo tutti è 6 connessi tra di noi. Buio più totale poi una serie di immagini, una dietro l’altra, persi non so dove, diretti verso non so cosa, sapevamo cos’era un trip ma questo, questo non lo era… sta roba andava oltre qualunque cosa. Sei persone che hanno vissuto la stessa esperienza mistica nello stesso modo, vedendo le stesse immagini, nella stessa sequenza, nello stesso momento, si, lo so, potrebbe essere stata una coincidenza di proporzioni immonde, ma non ne sono così convinto. In quei pochi minuti noi non eravamo sulla terra ma eravamo… è fu lì, in quel preciso momento, che arrivo la rivelazione.
Peppino l’arrotino si alzò, si guardò attorno e dopo qualche secondo di pausa drammaturgica disse una cosa che avrebbe cambiato la nostra vita per sempre, me lo ricordo come fosse ieri.
“Raga… ma dove stavamo andando ?”, DOVE STAVAMO ANDANDO, allora non ero solo io che avevo vissuto questa “COSA”… non so come descriverla, una “cosa” così non si può descrivere, è impossibile, ma non finì qui.
Iniziammo ad analizzare quello che ci era successo, confrontandoci tra di noi, sparando qualche ipotesi campata in aria, perché si, all’epoca questo era l’unico modo per arrivare ad una conclusione, sparare cose a caso finché la maggior parte di noi non è d'accordo, così, senza dimostrare nulla, ma noi una dimostrazione l’avevamo, in un certo senso, solo che eravamo gli unici che potevamo credere in quest’evento, perché l’avevamo vissuta in prima persona, gli unici, gli unici… ma è impossibile. Non è plausibile che IN TUTTO IL MONDO siamo stati gli unici a vivere questa “cosa”, in tutto il mondo, mondo… “ma certo”, disse Arky. “Noi per capire cos’è successo dobbiamo andare oltre il nostro mondo, dobbiamo superare i nostri confini, dobbiamo vedere cosa si nasconde oltre il confine di tutto”.
È cosa c'è oltre questo confine ?, “forse un'altro mondo” disse barbascura X, “forse” disse Alky, “e se tutte quelle cose che abbiamo visto sono delle immagini provenienti da altri mondi ?, e se queste immagini sono state trasmesse da noi, da un noi che non vive qui, non vive nel nostro mondo ma in un altro, un altro mondo situato oltre i nostri confini” BOOOMMMM, ecco la rivelazione.
In sto discorso ho abustao un po’ troppo della parola con la m, ma sapete com’è, all’epoca non avevamo ancora il concetto di universo
Se esistono dei “noi” situati in altri mondi, è possibile che in qualche modo che non siamo in grado di comprendere, tutti sti “noi” comunichino inconsciamente tra di loro, ed ecco perché in alcuni momenti della nostra vita siamo soggetti a dei déjà vu pazzeschi. Noi stiamo vivendo quella situazione ORA, ma forse, e dico forse, un noi di un altro mondo già ha vissuto tale situazione e ci ha già passato tutte le informazioni a riguardo e di conseguenza, anche se non abbiamo vissuto fisicamente quel momento già sappiamo, inconsciamente, il prima, il durante ed il dopo di tale evento, con tutte le sue relative variabili, ed ecco a voi, in maniera pratica, una possibile rappresentazione di quella cosa che chiamiamo destino, ma come ho detto, solo noi 6 possiamo capire cos’è successo anche se, fortunatamente, Hugh Everett III nel 1957 propose ufficialmente la prima versione della teoria del multiverso. Vi lascio solo immaginare tale teoria cosa innescò nel fantastico mondo della meccanica quantistica.

La teoria del multiverso terreno
Il pianeta terra è uno, tu sai che non ce ne sono altri simili, e su questo non ci piove ma, in quanto piccolo puntino di colore blu e verde grande quanto un granello di polvere sparso in giro per lo spazio, secondo voi, quanti universi ci sono ?
Sappiamo che l’essere umano è un viaggiatore del tempo e dello spazio, capace di spostarsi liberamente nello spazio e avanti nel tempo, ma quello che nessuno sa è che l’essere umano può essere considerato anche un viaggiatore di mondi.
Quando si parla di universo subito si pensa ad un altro mondo, su un’altra linea temporale, con delle leggi fisiche e chimiche diverse dalle nostre, con una flora e una fauna “strana” a causa di una serie di mutazioni genetiche (evoluzioni) ma non solo; ci immaginiamo anche un mondo popolato da delle persone che vivono diversamente da noi, con degli stili di vita diversi dai nostri, con delle abitudini e delle tradizioni diverse dalle nostre, ma la cosa a cui pensiamo di più è: “IL NOSTRO CLONE”... appena dico concetto di multiverso, le persone pensano subito al loro gemello interdimensionale. Se non è presente un gemello interdimensionale allora non si fa niente
Io vorrei porvi una semplice domanda.
Ma secondo voi, se una persona che ci assomiglia esteticamente e geneticamente nasce in un universo diverso dal nostro in cui ci sono, tradizioni e abitudini diverse dalle nostre, stili di vita diversi dai nostri, animali e piante tutte strevs (strane),  con delle leggi diverse da quelle che conosciamo e tutto il resto appresso, cazzi e mazzi vari, può mai essere simile a noi ?
Si da per scontato che il nostro “Gemello” sia tale quale a noi ma le probabilità che sia tale quale a noi sono bassissimissime.
“Si, tutto molto bello Antò, ma tutto questo che cosa c'entra con le vacanze, e soprattutto,  tutto questo cosa c'entra con l'essere un bravo genitore ?” tranquilli mo ci arrivo…
Mettiamola così.
SE un universo è il risultato di una variazione del mondo che noi conosciamo, e il mondo che noi conosciamo non va oltre il nostro personale campo visivo ALLORA le vacanze, equivalgono ad un viaggio verso nuovi mondi inesplorati che vanno oltre il nostro campo visivo e quindi oltre i confini del nostro personale universo, ed ecco che la teoria del multiverso terreno inizia a prendere forma.
Potremmo dire che qualunque posto diverso dalla nostra zona d’origine, “dal nostro universo natale”, può essere visto come un universo completamente diverso con regole, tradizioni, varianti genetiche a livello animale e vegetale.
Immaginatevi di vivere a Nashua, si esatto Nashua, un paesino degli USA che conta circa 88.815 abitanti, sempre meglio di dove abito io... 25.684 abitanti.
immaginatevi di vivere li. Vi svegliate la mattina e sentite una cosa che da noi non esiste. Vi svegliate e sentite …………. il silenzio……… né una parola, né un sussurro. Vi alzate dal letto, aprite la finestre e respirate aria pulita , siete circondati dal verde, per strada ci sono poche macchine. Li il traffico è solo una leggenda che si racconta davanti ad un falò, nella sera più buia dell’anno, quando i fantasmi della quarta dimensione escono allo scoperto per portarsi con se i bambini bulletti del quartiere, nessun chitemuort per lo stronzo di turno che non si è fermato per darti la precedenza mentre giravi, nessun coglione che suona il clacson per mezz'ora in attesa che quello davanti si sposti così da superarlo e far scomparire magicamente l’ingorgo di 1 chilometro che si è creato davanti a lui. Aaaaaa che bello.
Vi vestite con calma, scendete in cucina a mangiare qualcosina, uscite a piedi per andare a lavorare, ma visto che ce tempo allungate di un po’ il vostro tragitto e vi andate a fare una bella passeggiata al Mine Falls Park, così, a cazzo.
Ma mica finisce qui, arrivati in azienda notate che vi mancano i fazzoletti ed un moccio gigantesco vi sta colando dal naso alla velocità della luce, niente panico, aprite lo sportello della macchina di un vostro collega e cercate un fazzoletto, se lo trovate bene, se non lo trovate passate alla macchina successiva.
“Ma come Antò, non servono le chiavi per aprire un’auto ?”
Esatto caro lettore, hai proprio raggione, per aprire un’auto servono le chiavi, ma a Nashua no, li sono tutti pigri. Le macchine le lasciano aperte perché si scocciano di chiuderle e di aprirle ogni volta.
“Ma come Antò, non hanno paura che qualcuno gliel'ha rubbi  ?”
No caro lettore. Devi capire che Nashua è un universo diverso dal tuo, li i furti, le rapine, gli omicidi, i suicidi, gli incendi dolosi non esistono. Prova a fare una ricerca. Scrivi su Google o dovunque voi vogliate “ Nashua cronaca nera" o “Nashua Black chronicle”e vedete cosa vi compare. Piccolo spoiler, nel primo caso google vi dirà
“ Sembra che non ci siano risultati molto pertinenti alla tua ricerca
Suggerimento: Prova a utilizzare parole che potrebbero apparire nella pagina che stai cercando. Ad esempio, "ricette di torte" invece di "come fare una torta". “
e tutto sarà scritto a caratteri BIG NORMI, perché non si sa mai.
Può essere che una talpa acculturata, un giorno di questi, per pura curiosità, voglia prendere un pc e leggere la cronaca nera di Nashua, e che fai ?, non la fai leggere ? non sia mai poi ti trovi gli animalisti sotto casa... meglio evitare.
P.S. Anche io sono un animalista quindi non mi cagate il cazzo grazie <3
Ora immaginate di vivere in Afghanistan. Vi svegliate, a patto che durante la notte un carrarmato o un missile non ti abbia ucciso e distrutto casa... scendi in cucina a fare colazione, a patto che tu abbia abbastanza caffè ed acqua per fare una colazione decente, vi vestite, e per vestire intendo vi mettete una maglia e un pantalone, non pensate mica a vestiti di marca come nike, adidas, gucci, fendi, prada. Scendete di casa e andate a lavorare, non sapendo se tornerete la sera nel vostro letto caldo, sempre a patto che non vi abbiano abbattuto casa in vostra assenza, che non si sa mai, e se tutto va bene potrete vivere un altro giorno in preda alla paura, ma può andare anche peggio.
Se, il padreterno, al momento della nascita vi ha donato un pene e dù palle, vi potete considerare fortunati. In questo paese se siete uomini una specie di mezzo diritto l'avete, potete scegliere liberamente come vestirvi, se siete donne, ahimé, non potete scegliere nemmeno questo…
Per non parlare dell’Australia, il paese degli animali. Li ci puoi trovare di tutto. Chi è che non ha mai incontrato, almeno una volta nella sua vita un Quokka, o un Wombat, o un Dugongo, o anche un Emù, un Clamidosauro, un Blobfish; e dite la verità, anche a voi è capitato di tornare a casa e trovarvi un koala nascosto nell’albero di natale, sono cose che capitano un po’ a tutti infondo.
Ora ditemi voi se vi è sembrato di stare sul pianeta terra o in un altro universo completamente diverso dal nostro.
Ora che sapete cos’è la teoria del multiverso terreno provate voi a trovare un universo vicino a voi, un posto in cui tutto cambia. Non deve essere per forza una città lontana, va bene anche una piazza come la piazzetta della pace, o delle scale come le scale del Menhir. Se vi trovate dalle parti di Pozzuoli di sabato sera, fatevi un giro in questi 2 posti e vedete che clima si respira, madooo stupendo.
E finalmente siamo arrivati all’ultima parte di questo grande capitolo.


Il segreto che c’è dietro alle vacanze
“Ma quindi Antò, ste cazzo di vacanze a che servono, perché sono così importanti ?”
Mio caro lettore, devi sapere che le vacanze sono fondamentali per la vita di una persona, qualunque età essi abbiano.
Durante questo periodo di pausa il nostro corpo e la nostra mente si disintossica da tutto quello stress quotidiano dato dai vari impegni che si hanno, scolastici, lavorativi, familiari. Perdiamo di vista la cognizione del tempo e ci ritroviamo a vivere la vita come originariamente era stata pensata, nella più completa spensieratezza. Gli anziani riescono a trovare pace e serenità, i più giovani invece riescono a trovare quella libertà che non tutti hanno il lusso di avere.
I genitori vecchio stampo che vogliono il controllo sulla vita dei propri figli, le difficoltà date dalla distanza e dal tempo, l’infelicità di non poter fare ciò che si vuole, la distrazione data dalla tecnologia, l’oppressione data dal proprio universo, i brutti ricordi che affiorano nei momenti meno opportuni, la noia, la depressione, la tristezza, tutto questo scompare come per magia, lasciando spazio a dei momenti indimenticabili, nati da delle situazioni uniche ed irripetibili.
Falò in riva al mare, amori improvvisi, cotte estive, serate folli, feste su un tetto di una casa con ragazzi conosciuti 2 giorni prima,  partite di calcio contro degli argentini che giocano in serie B, avventure folli alla scoperta di nuovi drink con Lo Zio (Assaggiate il sangue di vergine al Blu notte, è una garanzia), fughe dalla guardia costiera alle 5 di mattina, fughe da un suino nero calabrese alle 3 di mattina, furto di wisky da casa di Morgan, con l’aiuto di Morgan alle 2 di notte, carbonara scrausa preparata MALE all’una di notte, mal di pancia con conseguente sfondamento della quarta parete e della terza porta del secondo piano di casa Capristo, con relativa imprecazione finale da parte dei presenti, festino privato in hotel con i cuochi e i camerieri dell’hotel stesso, sesso pazzo nel lettino del napoli con una juventina, ed il bello deve ancora arrivare...
Quei momenti, quei ricordi, quelle sensazioni, sono state possibili solo ed esclusivamente grazie ai compagni di avventura che ho incontrato nel tempo. Senza di loro tutto ciò non sarebbe mai stato possibile. Quei momenti così intimi, così folli, cosiiii… così unici, mi hanno permesso di conoscere nel profondo delle persone fantastiche, provenienti da tanti universi diversi. Loro mi hanno insegnato un sacco di cose, ed io ho fatto lo stesso con loro, e non pensate nemmeno per un attimo, nemmeno per un istante che tutto si fermi una volta che le vacanze sono terminate.
Questo tipo di rapporto, che in alcuni casi va ben oltre la semplice amicizia,  una volta stretto è difficilissimo da sciogliere, quasi impossibile.
Tutte le esperienze vissute, le conoscenze fatte, gli insegnamenti appresi ti cambiano la vita in una maniera assurda, sia a te, sia a tuo figlio o a chiunque ti accompagni durante il viaggio, per questo è importantissimo viaggiare, è importantissimo conoscere gente nuova ed è importantissimo fare delle cazzate, delle follie così folli, che ti rimarranno nel cuore per il resto dei tuoi giorni, vero Morena ?.

Level Up L3

Ecco qui cari lettori… Dopo tutte ste pippe mentali e sti gironi assurdi che manco Dante; siamo riusciti a chiudere il cerchio. E stata dura lo so, alcuni concetti erano più complessi di altri, alcune cose sembrano surreali solo perché andavano contro il modo di pensare di un’intera società, ma, salvo imprevisti, siamo giunti finalmente alla conclusione del livello 2, tutti completamente incolumi o almeno, lo spero.
Ora sapete cos’è veramente importante nella vita di un bambino.
* Sapete quanto sono importanti i suoi sogni
* Sapete che un piccolo gesto può fare un’enorme differenza
* Siete riusciti a capire che si possono sempre imparare cose nuove, indipendentemente dall’età che si ha, e avete imparato anche che la paura di sbagliare non è vostra nemica, ma anzi, è fondamentale per crescere bene
* Avete appreso come raccontare una storia e come intrattenere vostro figlio attraverso i giochi
* Ed infine, ma non per importanze, siete stati capaci di scoprire come attraversare un portale verso un altro universo, riuscendo così ad andare oltre il vostro mondo
Forse non ve ne rendete ancora conto ma adesso, in questo preciso momento, in questo istante, siete delle persone completamente diverse rispetto a come eravate prima di iniziare a leggere questo manuale, il mio manuale, il manuale del bravo genitore. Spero di cuore che questi cambiamenti vi piacciano perché vi comunico che il processo è irreversibile. Sorry.
Detto ciò, per chi volesse continuare a leggere, è mi auguro che siate in tanti, be… i miei più sentiti complimenti. Cambiare non è così facile, ma voi ci siete riusciti. Dopo mille peripezie e conflitti interni, avete ottenuto abbastanza punti esperienza per eseguire un bel Level Up.
Fate una pausa, andate al bar a prendervi un caffè con qualche vostro compagno di avventura, oppure buttatevi sul letto e rilassatevi un po, se è estate allora andate a fare un bel tuffo in acqua, dovunque voi vi troviate, prendete un po’ di sole.
Se siete dei festaioli festeggiate, organizzate una festa, così, a random, tanto qualunque motivo è valido per organizzare una festa.
Ma qualunque scelta voi facciate a me sta più che bene, l’importante è che teniate sempre ben a mente che siete riusciti a giungere fin qui.
Cari lettori, benvenuti al livello 3. LIVELLO 3
Alky

Il tempo passa. Gli adulti invecchiano. I bambini crescono e diventano ragazzi. Le bimbe diventano signorine. I ragazzi diventano waglioni. E come un lampo a ciel sereno, l’adolescenza arriva nelle vite dei più giovani.
  Non esiste un’età precisa in cui i “sintomi” dell’adolescenza iniziano a comparire.
  Si pensa che l’arrivo di tali sintomi combaci con l’arrivo della piaga dei brufoli, antica maledizione lanciata dal potente mago Alky sin dall’origine dei tempi.
  La leggenda narra che il mago Alky, creatore dei sacri giardini floreali, durante la sua quotidiana passeggiata mattutina all’interno della sua dimora, una volta giunto nel suo maestoso laboratorio di botanica per prendere qualche erba per la preparazione del suo tipico tè del buongiorno; con suo grande stupore iniziò a sentire dei versi provenire da dietro un cespuglio di bolle rosse. (per intenderci, i cespugli di bolle rosse equivalgono ai nostri attuali cespugli di piante urticante)
  Fino a quel momento in quella stanza non si erano mai sentiti versi di qualsivoglia tipo.
  Il mago Alky, istintivamente prese la prima arma che trovò a sua disposizione, un semplice rastrello lasciato lì vicino.
  Con le mani tremolanti e il corpo carico di paura e timore, iniziò ad avvicinarsi cautamente a tale fonte di fastidio e, una volta sopraggiunto li, poté osservare con i suoi stessi occhi una scena che ha al dir poco dell’incredibile.
  Vide un ragazzo e una ragazza sdraiati sul prato, completamente nudi che si grattavano delle grandi bolle rosse sul corpo.
  Dopo essersi fermato per qualche secondo e aver messo a fuoco ciò che stesse succedendo, è subito corso nella sua stanza per prendere l’antidoto a tale reazione e, dopo averlo dato ai due ragazzi ed essersi accertato che tale antidoto facesse effetto; per punire i due e fargli ricordare nel tempo ciò che avevano fatto quel giorno (si erano introdotti illegalmente nella sua casa e lo avevano disturbato con dei fastidiosissimi versi), gli somministrò un liquido strano, dal colore rossiccio, ovviamente i due ragazzi non sapevano cosa fosse di preciso, pensarono che era un’altra sostanza curativa.
  Dopo essersi scusati ed essersi rivestiti, i due tornarono a casa, andarono a dormire e il giorno dopo, appena svegli si guardarono a vicenda è lì videro…
Si erano svegliati con delle bolle rosse, simili a quelle del giorno prima, solo più piccole, molto più piccole. Non avevano un fastidioso prurito sul volto, questo era un bene, ma quei puntini rossi non erano così piacevoli da vedere.
  Stettero giorni rinchiusi in casa con la paura di uscire ed anche quando si fecero coraggio ed uscirono da quelle 4 mura, l’imbarazzo e i giudizi altrui furono troppi.
  Pensarono anche di tornare dal mago Alky per chiedere delle spiegazioni, ed in realtà lo fecero, solo che una volta giunti lì il mago non c’era, non c’era nessuno, l’abitazione era deserta; silenziosa e deserta.
  Alky era partito alla ricerca di una pianta capace di donargli l’eterna giovinezza, fu un viaggio che durò svariati anni, ma i due non sapevano nulla di tutto ciò.
  Gli anni passavano ma nulla cambiava.
  Sembrava che un rimedio a questa specie di malattia non esistesse finché, in una calda sera d’inverno, i due ragazzi decisero di organizzare una tranquilla passeggiata sulla riva di un lago situato a pochi passi da casa loro.
  La brezza di quella sera era piacevole e la luna piena che si specchiava sull’acqua rendeva il tutto più piacevole finché un vecchio barbone, amante del buon vino e grande appassionato di caciara, che si trovava lì di passaggio per puro caso, tra una caduta e l’altra, si ritrovò ai piedi di questi due ragazzi e rialzandosi con l’auto di quest’ultimi notò quelle bolle rosse sui volti.
  Ci fu qualche secondo di silenzio.
  Il vecchio barbone fissava con curiosità tale stranezza, non aveva mai visto una cosa del genere.
  Fino a due secondi fa era un barbone contento, sorridente, anche quando cadeva era sorridente, ogni caduta era accompagnata da una risata, ma ora…
  Ora il suo volto era triste e malinconico, occhi bassi, sorriso assente; fu un lungo sospiro a spezzare il silenzio.
“Perché siete tristi, non siate tristi. Sono tristi le persone che hanno commesso errori irrimediabili come l’omicidio, e voi non mi sembrate dei tipi da omicidio quindi non potete essere tristi”
Silenzio…
Aveva una voce molto profonda ma questo non importava. Ciò che importava in questo momento era il fatto che questo vecchio barbone aveva colpito nel segno.
“Per voi delle bolle rosse sul volto sono un problema, guardate me, sono un vecchio che non si riesce a reggersi all'impiedi, puzzo di vino e di piscio, la mia casa è un cartone, il mio letto è fatto di cemento, il mio cuscino è una palla di stracci maleodoranti, non parlo con nessuno da mesi. Sono solo, solo, SOLO come un cane randagio, no aspettate… non è così.
  Le persone almeno per gli animali provano compassione, mica li maltrattano.
  Ed anche con tutto questo degrado io rido, rido e sono felice perché so che ce chi sta peggio di me. Io come casa ho un cartone, lo so, non è il massimo maaaa... fanculo, io posso uscire a fare due passi quando voglio, e nessuno prova a fermarmi.
  Poi c'è chi come casa ha una cella, un bunker, e sa che fuori dalla sua tana lo aspetta una cazzo di sedia elettrica e non parliamo di chi come casa ha una bara, aaaaaa, loro sono quelli messi peggio.
  Voi avete due bolle rosse sulla faccia, è quindi? La gente pensa che siate diversi da loro per questo motivo vero? La gente è stupide, infantile, molti di loro non sanno nemmeno di avere un cervello, altrettanti di loro non hanno nemmeno un’anima, dovete sapere che pochi esseri umani hanno un'anima, nessuno ha un'anima alla nascita. L'anima va acquisita e coloro che non ci riescono sono destinati ad essere una banda di morti viventi e voi non dovete dar retta a dei morti viventi, voi siete superiori a loro voi siete umani, loro no.   
  Fregatevene di chi non capisce, andate oltre. Quando ci riuscirete vedrete che quei cosi rossi scompariranno e non torneranno mai più”
Silenzio…
  Il vecchio guardò i due per un’ultima volta e se ne andò via barcollante e sorridente nello stesso modo in cui era arrivato.
  Anche se non c’era nessuno affianco a lui, mentre se ne andava i due ragazzi sentirono
“Ho sempre pensato che le sedie elettriche siano un modo molto creativo per unire acqua e corrente, ma sicuramente non uno dei migliori. Secondo me questa combinazione andrebbe meglio all’interno di un appartamento. Già, mi fa piacere che anche tu la pensi come me. Io già vedo il nome, appartamento con acqua corrente, bello vero? Immaginati seeeeeeee…” BAM, l’ennesima caduta, l’ennesima risata e l’ennesima risalita, ormai il vecchio era lontano, della sua voce non rimase più nulla.
  I due si guardarono, qualcosa era cambiato in loro, quel discorso aveva acceso in loro qualcosa, ma cosa…? ed era successo tutto in pochi secondi.
Ma chi era quel tizio? Ma come faceva a sapere quelle cose? Ma con chi parlava mentre se ne andava? Questo nessuno lo sa. Ciò che si sa e che aveva ragione.
  Da quando quei due ragazzi sono tornati a vivere senza importarsene dei commenti e delle dicerie di quei morti viventi, come per magia, i punti rossi sono scomparsi e la vita è tornata ad essere piacevole da vivere.
  Quella maledizione nel tempo si è diffusa e da quel momento alcuni bambini che sono nati, crescendo, hanno rivissuto le stesse situazioni di quei due ragazzi. Hanno provato le stesse emozioni, hanno pensato le stesse cose ma hanno trovato anche le stesse risposte.
  Ed Alky? Che fine ha fatto? Questo nessuno lo sa.
  Alcuni dicono che sia morto di vecchiaia, altri dicono che sia morto durante la sua ricerca, altri ancora dicono che sia ancora vivo, ma si direbbe che tutti concordano sul fatto che Alky, a suo modo, è riuscito a rendere la terra un pianeta migliore, e per riuscire nell’intento sono bastati dei semplici puntini rossi sul viso, come sono strani questi terrestri.
  Era stato per colpa di quei morti viventi che lui era finito col preferire la natura agli esseri umani, ma è stato grazie a lui se oggi i morti viventi sono solo morti, e i pochi sopravvissuti non hanno mica vita facile. Oggi la terra è un pianeta pieno di esseri umani che migliorano di generazione in generazione, e spero vivamente che si continui così, giorno dopo giorno, fino alla fine.
  A patto che una fine ci sia.

Ma comunque… I ragazzi

Ora che l’introduzione è finita, vi posso dire due cosette sul livello 3.
  A sto giro le regole cambiano, occorre rimettersi in gioco.
  Servirà cambiare approccio, cambiare linguaggio, cambiare carattere, cambiare stile di vita, tante cose cambieranno prima di raggiungere l’ultimo livello quindi... Siete pronti?
  Vi consiglierei di prendere il vostro segnalibro preferito, metterlo in questa pagina, chiudere il libro e riaprirlo solo quando sarà il momento, così da godervi ciò che avete adesso.
  Carpe diem, afferrate il giorno, vivete il presente, vivete l’infanzia dei vostri figli, godetevi i momenti con loro, giorno dopo giorno, è quando arriverà l’adolescenza be… i manuali mica scappano.
  Però non so quanti di voi seguiranno il mio consiglio, quindi… cari genitori, perdonatemi se vi saluto ora, ma lo faccio per voi, la troppa curiosità è spesso nociva, ed io ne so qualcosa, credetemi.
  Questo non è un addio ma è più un arrivederci. Probabilmente mentre state leggendo queste righe la seconda parte di questo manuale già è uscita, o forse uscirà a breve, chissà.
  Onestamente non so quando ci rincontreremo, ma state tranquilli, quando accadrà, sarò contentissimo di raccontarvi come funziona il mondo dei ragazzi.
Per adesso da Antonio Riccio, ed Alky, è tutto, linea allo studio.
Ho sempre sognato di dirlo in un libro….  Post scriptum
Cari lettori, può essere che alcuni di voi abbiano notato delle cose che sembrano lasciate al caso. Alcune frasi, alcuni nomi, alcune idee che sembrano state messe lì quasi per sbaglio, ma la verità è che io non sono tipo da lasciare le cose al caso.
  Ci sarà un luogo e un tempo in cui qualunque mistero vi sarà rivelato, perché in fondo, in questo mondo fatto di apparenze ed inganni, dove tutti indossano una maschera disegnata su misura e la verità è passata in secondo piano ed i segreti, i veri segreti, sono diventati solo un semplice prodotto pubblicitario, un business, un modo come tanti altri per raggiungere il successo, ahimè, non esiste uno spazio personale. In quest’epoca governata dai social, un essere umano che comunica solo con se stesso, tenendosi qualche segreto dentro non ha molto senso; In quest'epoca, non ha molto senso.

Pio e Amedeo e Dani Faiv hanno ragione.
  Facciamo un po’ tutti parte del pubblico di canale 5.
  Vediamo in numero dei follower salire ed iniziamo a pensare di essere famosi, di essere conosciuti, quando invece siamo tutti degli spettatori, dei semplici spettatori che passano la loro breve vita ad osservare e criticare le scelte altrui. Senza rendercene conto nasciamo e moriamo convinti di essere stati qualcuno, di aver fatto la differenza, di aver portato un cambiamento ma nessuno si ferma ad osservare ciò che ha lasciato dietro durante il tragitto, tutte le opportunità sprecate, tutti quei momenti magici mai vissuti e quelle amicizie abbandonate. Rimaniamo succubi delle nostre stesse convinzioni, viviamo la nostra vita condizionati dal successo e dai soldi, ma la verità è che per quanto tu possa arrivare in alto, sei stato, sei, e sarai sempre un semplici spettatori, solo che non ne sei ancora pienamente cosciente quindi ti voglio dare un consiglio.
  Fai bene a pensare al successo ma sappi che la vetta è buia e fredda, non è un bel posto in cui stare, e non è per tutti, quindi; se veramente vuoi arrivarci fallo con calma, impiega più tempo possibile, e soprattutto, goditi il viaggio, perché una volta giunti a destinazione ciò che troverai potrebbe anche non piacerti.
  Ma arrivati a quel punto sarà già troppo tardi, vero Britney, vero Tiziano, vero Fabri, vero... ?

 

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